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Come investire nel mercato azionario

Investire nel mercato azionario non è come fare la spesa al supermercato!

In questo articolo voglio condividere con te il famoso mito che per guadagnare in borsa, e nello specifico fare investimenti azionari, bisogna comprare le società migliori ai prezzi più bassi possibili.

Devi sapere che non esiste ragionamento più sbagliato di questo!

Ecco dunque il motivo per cui la stragrande maggioranza delle persone/investitori perde soldi in borsa.

Comprare azioni non è come aggirarsi tra gli scaffali del supermercato a caccia del prodotto migliore con lo sconto maggiore.

Oggi voglio quindi condividere con te qual è il ragionamento giusto per investire in azioni in modo professionale.

Indice

QUAL È IL RAGIONAMENTO ASSOLUTAMENTE ERRATO CHE FANNO LA MAGGIOR PARTE DEGLI INVESTITORI NON PROFESSIONISTI?

Noi siamo cresciuti con una determinata mentalità, che più o meno è familiare a tutti, ovverosia andare al supermercato per cercare di spendere il meno possibile, di comprare prodotti di qualità cercando però l’offerta e lo sconto migliore, per pagare il tutto il meno possibile.

Ti ho fatto l’esempio del supermercato per dare un esempio immediato e concreto, ma è la stessa mentalità che giustamente nella vita quotidiana si cerca di assumere.

A PARITÀ DI QUALITÀ QUAL È IL PRODOTTO CHE POSSO PRENDERE MIGLIORE?

E si inizia a fare un paragone tra il determinato prodotto che vogliamo acquistare in relazione alle varie offerte, e/o proposte di vendita al prezzo più vantaggioso, che il venditore ci propone.

Fino a che non arrivi poi a trattare il prezzo con il venditore, come per esempio quando acquisiti una macchina o una casa: c’è quasi sempre una contrattazione del prezzo per arrivare ad un punto di incontro che va bene sia al venditore sia all’acquirente.

COSA VOGLIO DIRTI CON QUESTO ESEMPIO?

Che nella vita di tutti i giorni questo atteggiamento mentale è assolutamente giusto, io stesso lo attuo, così come la mia famiglia ma penso sia lo stesso per te giusto?

Ok Ale, ma quindi cosa c’entra con il trading tutto questo?

Non sono impazzito, seguimi nel discorso che capirai.

ECCO IL PROBLEMA CHE NON TI FA GUADAGNARE IN BORSA

La stessa mentalità, GIUSTA, che si attua ogni giorno nelle proprie spese, dalle più piccole alle più grandi, quindi, ripeto, cercare la qualità migliore, il prodotto migliore al prezzo più basso possibile…

Viene applicata anche nei mercati azionari e nel trading in generale.

In sostanza quando si entra nel mondo degli investimenti, riportiamo la stessa mentalità che si ha al supermercato nei mercati azionari.

Quindi, nel momento in cui si è in procinto di acquistare la prima azione è come se si iniziasse a vedere il mercato azionario come un grande scaffale.

Cercando quindi l’azione di maggiore qualità al prezzo più basso, o come sento dire “l’azione migliore che sta’ a sconto”.

E la maggior parte degli investitori pensa di fare l’affare della vita comprando azioni al prezzo più basso possibile.

Non sapendo che questo non è investire da professionisti ma è la mentalità giusta solo nella vita quotidiana.

IL MERCATO FINANZIARIO NON È IL SUPERMERCATO SOTTO CASA TUA!

Tu non compri un’azione con l’obiettivo di consumarla e quindi di soddisfare un tuo bisogno.

Ma, tu compri un’azione con l’obiettivo di rivenderla per ricavarci un potenziale profitto in un determinato periodo di tempo.

Al supermercato la confezione di latte, la compri con lo sconto con l’obiettivo di consumarla non per rivenderla e ricavare quindi una plus valenza.

Attenzione che questa non è una critica nei tuoi confronti, ti sto semplicemente mostrando l’atteggiamento mentale che il 90% degli investitori non professionisti tende a fare sistematicamente.

Per farti capire ancora meglio di faccio un esempio du 2 titoli (i valori di quotazione che ti indico NON sono reali, ma sono valori a caso per semplificare il più possibile):

Vedi, per esempio, le azioni Fiat che 6 mesi fa quotavano 50, poi passano a 60, poi a 70, poi a 80, 90 ed infine a 100.

COSA PENSI?

Cavolo sono troppo care adesso perché quotano 100 ed è un prezzo troppo alto, quindi non le compro.

Poi vedi le azioni Tiscali:

Noti che 20 anni fa quotavano 100, poi sono scese a 80, poi a 60, poi a 30, e oggi le vedi a 1.

ADESSO, COSA PENSI?

Questo si che è un ottimo affare, costano solo 1 allora le compro subito e faccio l’affare della vita perché se poi tornano a 100 faccio sicuramente un mucchio di soldi.

Ma…

Ti faccio solo pensare ad una cosa:

Pensa a quei investitori che anni fa hanno comprato le azioni Tiscali quando quotavano 50 perché avevano la mentalità da supermercato.

E guarda oggi il titolo com’è messo.

Lascio a te trarre le tue conclusioni.

QUAL È IL GIUSTO RAGIONAMENTO PER INVESTIRE NEL MERCATO AZIONARIO?

Quando compri un’azione devi ragionare con lo scopo/obiettivo di rivenderla per trarre un profitto futuro.

Nel mercato azionario quando i prezzi stanno scendendo significa che il mercato stesso NON sta premiando quell’azione, quella società specifica.

O meglio, il mercato non è disposto a pagare a prezzi superiore quell’azione.

Quando il mercato scende significa che ci sono i venditori in scena e che pur di liberarsi di quelle azioni che hanno in portafoglio, accettano di venderle a prezzi sempre più bassi.

Dall’altra parte ci sono pochissimi compratori disposti a comprarle.

Quando compri un’azione tu stai comprando una società che è un’entità che è creata con lo scopo di fare utili per pagare gli investitori e per far crescere il proprio business.

Quindi se le quotazioni di una società iniziano a scendere, evidentemente quella società ha dei problemi alle spalle, come appunto l’assenza di produzione di utili, oppure difficoltà nel business o indebitamento e quant’altro.

COSA NON FANNO GLI INVESTITORI?

Paradossalmente gli investitori non fanno l’unica cosa che dovrebbero fare: comprare azioni di società che stanno crescendo, che producono utili, che aumentano il loro fatturato.

Ma soprattutto non comprano società SANE.

PERCHÉ NON LE COMPRANO?

Perché per esempio, le azioni Fiat sono ai massimi storici, su livelli che non c’erano mai stati, e l’investitore normale vede le azioni Fiat così alte, o come la pensa lui, così care e quindi non le compra.

L’investitore invece che ha acquistato le azioni Fiat a 50 (valore preso come esempio NON reale), poi a 60 e adesso a 100, è vero che le ha pagate care (50) ma è anche vero che ha in portafoglio una società in crescita, che continua a produrre utili e dove ci sono compratori disposti a pagarle a prezzi sempre più alti in funzione del valore intrinseco della società che produce utili.

Ricorda che se i prezzi salgono significa che ci sono tanti compratori disposti a pagare e nel contempo ci sono pochi venditori.

Questo perché occorre guardare la società dal lato utili e qualità del prodotto., ma soprattutto la qualità della società, se è sana in crescita o meno.

COME RAGIONA LA MASSA

La massa quando vede i prezzi di un’azione sui massimi storici non compra, perché vede le azioni troppo care, non vantaggiose e quindi preferisci comprarle a prezzi più bassi.

DOV’È L’ERRORE?

Comprare mentre i prezzi scendono.

Incrementare le posizioni di acquisto a prezzi sempre più bassi.

Fino a che vedono che le quotazioni non tornano più ai prezzi di acquisto e allora si spaventano perché vedono il loro capitale diminuire, quindi?

Quindi vendono sempre di più perché presi dal panico, facendo scendere il titolo ancora di più.

COSA DEVI FARE TU PER DIFFERENZIARTI DALLA MASSA?

Comprare quando i prezzi salgono con l’obiettivo di vendere a prezzi ancora più alti.

Lo so cosa stai pensando “Eh grazie Alessà ti sembra semplice vero?”

E’ ovvio che non è sempre così facile se no tutti saremmo Warren Buffett.

Così come è ovvio che capitano delle operazioni dove il prezzo anziché di continuare a salire, iniziano a scendere.

E’ normale, fa parte del business, del mondo degli investimenti.

Ma qual è quell’elemento che ti salva il tuo portafoglio?

Quello che dico sempre e che metto in pratica ogni giorno da 10 anni: il MONEY MANAGEMENT e la visione a lungo termine sulla base della società sana che hai in portafoglio.

GLI UOMINI PIU’ RICCHI DEL MONDO INVESTONO NEL MERCATO AZIONARIO

Di recente Jeff Bezos è diventato l’uomo più ricco del mondo con un patrimonio stimato di 150 miliardi di dollari.

Amazon la società che tutti conosciamo e di cui ne siamo pienamente soddisfatti per prezzi e consegne, è stata creata da Bezos alla fine degli anni 90.

Da comunissimo imprenditore Bezos ha impiegato circa 20 anni per diventare l’uomo più ricco del mondo.

DA COSA DIPENDE LA RICCHEZZA DI BEZOS?

Bezos come AD di Amazon guadagna meno di 100 mila dollari all’anno.

Capisci subito che con uno stipendio del genere non sarebbe mai potuto diventare l’uomo più ricco del mondo.

MA ALLORA BEZOS COME HA FATTO A DIVENTARE COSÌ RICCO?

Quando Bezos ha venduto le azioni Amazon sul mercato ha deciso di tenersi nel suo portafoglio circa il 20% del totale delle azioni.

Quindi Bezos ha circa 80 milioni di azioni Amazon che negli anni 2000 valevano circa 1/2 dollari per azione, ed oggi, invece, valgono 1800 dollari per azioni.

Ecco dunque da dove proviene il patrimonio da capogiro di Bezos.

Bezos è diventato ricco grazie alle azioni Amazon, non di certo ha visto la sua fortuna economica crescere con btp, obbligazioni o forex, oppure alle materie prime o indici.

Se guardi gli uomini più ricchi del mondo come Warren Buffett, Bill Gate o altri, devono il loro patrimonio milionario e miliardario grazie all’investimento in azioni.

Ma non azioni a caso, bensì azioni di società che sono sane, che crescono nel tempo, che producono utili e che soddisfano bisogni reali nell’economia reale.

Ecco perché io per primo investo ed insegno ad investire nel mercato reale: le azioni, senza usare obbligazioni, forex e altri strumenti finanziari vari.

Trovami un solo uomo che sia diventato tra le più ricche del mondo grazie al forex o alla leva finanziaria 1000.

La vera ricchezza si genera attraverso le azioni, di cui abbiamo prove concrete e numeri per constatare che gli uomini più ricchi del mondo devono la loro ricchezza nel mercato azionario.

Secondo te: “Sono più rischiose le azioni o le obbligazioni?“

3 REGOLE SEMPLICI ED EFFICACI PER GESTIRE LE AZIONI IN PROFITTO

Pochi giorni fa io e i miei clienti, abbiamo venduto le azioni di TANDEM DIABETES CARE INC (un’azienda produttrice di dispositivi medicali e produttore delle uniche pompe per insulina touchscreen) a 25 dollari per azione, comprate meno di tre mesi fa a 3,90 dollari per azione.

RISULTATO?

+540% di guadagno!

Ciò significa che ogni 100 dollari investiti sarebbero diventati 540 dollari.

Tandem è stata la mia migliore operazione in oltre 10 anni di trading.

Ma ciò su cui voglio porre la tua attenzione è la gestione delle operazioni in profitto, che è un’attività critica e molto difficile, che richiede pazienza e disciplina.

Se non riesci a gestire le operazioni in profitto non potrai mai avere successo nel trading.

3 REGOLE PER CAPIRE COME GESTIRE LE OPERAZIONI IN PROFITTO

Ecco quindi 3 semplici regole per gestire al meglio le operazioni inprofitto con le quali riuscirai anche tu a fare un’operazione come Tandem.

Se è vero che gestire le posizioni in perdita è difficile, è altrettanto vero che gestire quelle in profitto è ancora più difficile.

Perché entrano in gioco una serie di componenti psicologiche ed emotive che fanno tutta la differenza del mondo!

E me ne sono accorto sulla mia pelle proprio durante questi tre mesi di gestione di questa posizione con i miei clienti.

LA REAZIONE DEI MIEI CLIENTI

La maggior parte mi diceva, già da quando le azioni Tandem stavano a 5$, se vendere o prendere profitto subito.

Era subito entrato in atto il panico da prendere “subito pochi ma buoni profitti” piuttosto che lasciar correre i profitti e gestire al meglio l’operazione.

Una volta che i prezzi di Tandem erano arrivati a 9$ quasi tutti i clienti mi contattavano dicendo: “Dai Ale, chiudiamo e prendiamo profitto subito, meglio pochi ma sicuri!”

SAI COS’HO FATTO IO?

I prezzi arrivati a 9$ ho deciso di incrementare la posizione, fino a che l’ho fatta chiudere a 25 dollari con un +540% di profitto.

Ed è stata la mia migliore operazione in oltre 10 anni di operatività che ha fatto seguito all’evoluzione della mia strategia.

Un’evoluzione che porta appunto a far correre molto i profitti.

Infatti, questa è stata la conferma di come lavorare nella giusta direzione.

ECCO LE REGOLE PER IMPARARE A GESTIRE LE POSIZIONI IN PROFITTO

1. Mai contare i soldi durante un trade e pensare soprattutto cosa fare con i soldi che si stanno guadagnando.

Quello che viene spontaneo fare, prima di tutto alle persone, è quello di contare i soldi non appena un trade va in profitto.

La reazione comune è questa:

Sto guadagnando 500 euro, quindi, se vendo subito con questi 500 euro mi posso rifare l’Ipad nuovo che costa 400€.

Quindi, se questi 500 euro non li vendo subito magari potrebbero diventare 300, però è anche vero che se aspetto ancora potrebbero diventare 900€.

Però, pensandoci meglio pochi maledetti e subito, quindi mi metto in tasca 500 euro.

Questo è un errore sbagliatissimo, anzi è un doppio errore in realtà.

Perché il primo è quello di contare i soldi che porta a distogliersi dal focus sull’operatività.

2. Il secondo errore è pensare a cosa fare con i soldi guadagnati.

Se ragioni così cadi in una situazione emotiva che ti toglie la razionalità sul modo corretto di operare, e non riesci a gestire l’oscillazione naturale del tuo guadagno, perché non pensi al medio lungo termine.

COME RAGIONARE NEL MODO GIUSTO?

Per spiegarti questo errore mi piace sempre fare l’analogia con un avvocato che nel bel mezzo di un’udienza o di una causa, che magari sta vincendo, ad un certo punto si mette a pensare:

“Certo però che sto andando bene, e se vinco la causa faccio un sacco di soldi, e con questi soldi posso andare in vacanza con la famiglia per 15 giorni.”

Ecco che se l’avvocato iniziasse a distoglie il suo focus da quello che sta facendo nel bel mezzo della causa e iniziasse a pensare ai soldi, sarà molto probabile che magari salta qualche passaggio cruciale commettendo degli errori e perdendo così la causa.

QUAL È IL MESSAGGIO CHE VOGLIO DARTI?

Tutti i professionisti sono concentrati sul loro lavoro perché sanno che se conducono l’operazione (come il medico) o la causa (come un avvocato) in modo corretto, i risultati, e quindi i profitti, saranno semplicemente una diretta conseguenza di un ottimo lavoro svolto.

Nel trading succede la stessa identica cosa.

Ma dato che il trading è molto più legato al denaro le persone fannotrading sbagliando soprattutto l’approccio al denaro, senza pensare al processo che porta naturalmente al guadagno.

Bisogna fare trading approciandolo come una vera e propria professione (imprenditoriale nel caso specifico), imparando la tecnica e solo dopo pensare al denaro.

Purtroppo però, soprattutto le persone inesperte, associano il trading al denaro e quindi guardano subito i profitti e le perdite: senza pensare al processo!

Il trader deve concentrarsi semplicemente sul fare le operazioni tecnicamente in modo corretto e poi i profitti saranno una diretta conseguenza del suo operare in modo corretto.

Nel momento in cui hai uno o più trade in profitto, inizi a pensare a cosa potresti fare con quei soldi che stai guadagnando, allora finisci per fare un mucchio di danni senza mai guadagnare un euro in vita tua.

2. Mai pensare a coprire le perdite con i trade che hai in profitto

Questo è un errore che capita molto spesso.

Le operazioni in perdita vanno chiuse il prima possibile ma quella che hai in profitto deve essere completamente slegata da quelle che hai in perdita.

Ricorda la prima regola aurea: taglia le perdite (subito) e lascia correre i profitti.

Non devi pensare alle vecchie operazioni che hai chiuso in perdita, perché ogni operazione ha una sua vita.

Per cui non devi mai chiudere un’operazione in profitto solo per coprire le perdite è dire: “Questo mese l’ho chiuso in pari”.

IMPARA A GESTIRE LE OPERAZIONE NEL MODO CORRETTO

Devi imparare a gestire ogni singola operazione in profittoindipendentemente dai risultati che hai nelle altre operazioni o che hai avuto nei giorni precedenti.

A questa importante regola, voglio ricollegarmi all’operazione fatta su Tandem.

Quest’operazione è stata fatta dopo una serie consecutiva di stop loss (un vero caso se penso alle statistiche e backtest della mia strategia che uso da 7 anni).

Quindi la situazione era: serie consecutiva di stop loss (che non hanno minato il bilancio del portafoglio grazie ad un accurato e provato money managent) associata ad una fase di mercato estremamente difficile.

Quando Tandem ha iniziato a fare + 50%, +80%, +100% di profitto ho raddoppiato la posizione proprio quando tutti pensavano di chiuderla.

La logica di un trader non esperto sarebbe stata di chiudere subito al primo profitto così da compensare subito la precedente fase di drawdown.

MA SE IO AVESSI RAGIONATO COSÌ, AD OGGI SAREI ANCORA IN FASE DI DRAWDOWN

La mia visione su Tandem era di un’operazione a parte, slegata dai precedenti loss.

Ho semplicemente guardato i fondamentali della società, e ho visto che stava siglando nuovi accordi di distribuzione in India e in Italia.

Quindi stava crescendo come azienda a livello fondamentale sostenuta dall’andamento dei prezzi.

Questa doppia analisi (fondamentale e tecnica) insieme alla mia strategia, stava confermando la mia scelta di continuare a tenere l’operazione in portafoglio.

Quindi, con quest’operazione abbiamo ricoperto tutte le perdite passate dovute ad una difficile situazione di mercato, facendo anche un profitto sul totale del capitale.

Sicuramente se non l’avessi gestita come un’operazione a sè stante, l’avrei venduta prima per coprire parte delle perdite, e ad oggi sarei ancora lì a cercare titoli e sarei ancora in fase di drawdown.

Grazie a questa tipologia di gestione ho completamente riassorbito le perdite e ottenuto anche dei guadagni.

Non ho fatto altro che gestire l’operazione senza considerare:

1. Le vecchie operazioni chiuse in loss
2. Senza pensare a cosa avrei potuto fare e comprare alle prime centinaia di euro guadagnate.

Ecco perché continuo a sostenere che un trader si deve concentrare sul fare bene (tecnicamente parlando) un’operazione senza pensare a quanto sta guadagnando o perdendo.
Senza stare a guardare ogni minuto quanti numeri rossi e verdi ci sono nel proprio portafoglio.

COSA DEVE AVERE UN TRADER PER GESTIRE BENE LE OPERAZIONI?

Avere una tecnica
Avere un’ottima gestione del capitale
Psicologia forte

E i risultati saranno una diretta conseguenza di un ottimo lavoro svolto.

COME OTTIMIZZARE IL TUO PORTAFOGLIO AZIONARIO CON POCHE E SEMPLICI REGOLE

In questo articolo voglio parlarti di come ottimizzare un portafoglio azionario; infatti se sei un trader/investitore nel mercato azionario non professionista, questo articolo fa proprio per te.

Ti voglio dare delle semplici regole per cercare di fare immediatamente un check up del tuo portafoglio e dargli una svolta in senso positivo.

Anche perché tanto tutti i trader/investitori non professionisticommettono sempre tutti gli stessi errori.

Se hai un portafoglio azionario sono sicuro al 100% che hai diversi titoli con perdite superiori al 20%.

Ne avrai alcuni con perdite anche superiori al 50%, invece, avrai pochi titoli con dei profitti superiori al 10%, nonostante veniamo da un bull market che è durato quasi dieci anni (tra i più lunghi della della storia).

Sicuramente tenere titoli in perdita è un atteggiamento sbagliato.

MA PERCHÉ È SBAGLIATO?

Perché i titoli in perdita, che hai in portafoglio, sono titoli di società che, probabilmente, hanno qualcosa che non va e, che, il mercato non sta comprando, o meglio che il mercato non vuole.

L’altro giorno un nuovo cliente mi ha mandato uno screenshot del suo portafoglio con una perdita di oltre il 70% complessivo.

E’ stato incredibile come in tutto il suo portafoglio non ci fosseneanche un titolo, uno che fosse uno, in profitto.

Eppure veniamo da un bull market di 10 anni, parlo di un portafoglio che ha oltre 10 anni con tutti i titoli con perdite del 90%, 80%, 95%!

Sono andato a scartabellare i titoli e ho visto che aveva: Tiscali, Caltagirone, Montepaschi, Banca Mediolanum e tutte queste società che in questi anni hanno fatto malissimo.
E allora la prima domanda è stata: “Ma perché non ha titoli in positivo il portafoglio?”

Mi chiedevo se questo cliente fosse stato così sfortunato da prendere le uniche società che hanno fatto male in questi 10 anni.

Dato l’andamento precedente dei mercati, la maggior parte delle società hanno avuto performance incredibili.

La risposta è stata: “I titoli in profitto piano piano li ho venduti e questi titoli in perdita li tenevo con la speranza che un giorno avrebbero recuperato

Invece tutti i titoli che in cui registrava profitti del 5/10% li vendeva subito.

MA SU QUESTI PROFITTI, TRA L’ALTRO CI PAGAVA ANCHE LE TASSE!

In realtà fare questo è sbagliatissimo, perché i titoli che stanno andando in profitto sono quei titoli che in realtà sono comprati dalmercato, e dunque che il mercato vuole e che è disposto a pagare anche a prezzi più alti.

Mentre i titoli che stanno scendendo, vediamo ad esempio le Tiscali, sono titoli che nessuno vuole e che il mercato stesso non vuole perché sono società molto indebitate e che non producono utili, senza fatturato.

Per cui, tenersi titoli in perdita in portafoglio è la cosa più dannosa che si possa fare, perché si vincola il capitale su titoli che non ti produconovalore.

Ma, soprattutto, che ti recludono anche la possibilità di andare a cogliere nuove opportunità che tutti i giorni e tutte le settimane si presentano sui mercati.

2 REGOLE OPERATIVE DA ATTUARE SUBITO PER OTTIMIZZARE IL TUO PORTAFOGLIO AZIONARIO

1. Le azioni con perdite superiori al 20%, quindi la società che hai comprato sta perdendo il 20%, probabilmente ha qualche problema.

2. A prescindere dal fatto che tu non devi mai permetterti di perdere più del 20/25% di perdita su un singolo titolo.

Non importa quanto buona possa essere la società, magari hai le Amazon o le Netflix di turno, ma se stai perdendo più del 20% devi chiudere la posizione!

E poi magari rivalutare un nuovo ingresso in futuro se la società è buona e non marcia come Tiscali e altre.

Cerca di andare a cogliere nuove opportunità perché, per esempio Tiscali, non tornerà mai ai livelli di prezzo di 20 anni fa, quando è stata quotata, perché nel frattempo la società stessa si è rimpicciolita: non ha più lo stesso giro di affari ed è indebitata.

Per rivedere i prezzi di Tiscali come 20 anni fa ci vorrebbe solo un miracolo.

PER CUI SOCIETÀ CON PERDITE CON PIÙ DEL 20% COSA LE HAI A FARE IN PORTAFOGLIO?

Anche perché devi considerare che la performance necessaria per recuperare quelle perdite incrementa sempre di più.

Ti faccio un esempio: se devi recuperare la perdita di un 10%, il titolo deve fare +11%.

Se devi recuperare una perdita del 20% devi fare un profitto del 25%.

Ma fin qui sono performance fattibili.

Ma se devi recuperare una perdita del 50%?

Dovrai fare una performance del 100%! Per cui diventa anche difficile da recuperare perdite nel momento in cui iniziano ad essere di grandi dimensioni.

REGOLA AUREA PER LE AZIONI CHE HAI IN PROFITTO IN PORTAFOGLIO

2. I titoli che hai in profitto lasciali correre. Non avere fretta di prendere profitto dopo pochi giorni o dopo poche settimane o mesi.

Quando inizi a vedere un +5%, 10% o 15% non aver fretta di prendere profitto ma lascia correre quelle posizioni, perché le azioni che si stanno muovendo nella tua direzione sono azioni che ti stannocreando valore e che il mercato sta comprando.

Magari, tu, il motivo non lo sai, però dietro se il mercato sta comprando quelle azioni probabilmente un motivo ci sarà.

Per cui lascia correre le posizioni in profitto.

Così facendo riesci a ridimensionare le posizioni in perdita ed a tenerein portafoglio quelle in profitto.

Tra l’altro avrai anche un beneficio fiscale, andando a compensare le manusvalenze con le plusvalenze.

MERCATI AZIONARI: 100 ANNI DI CRESCITA

Molte persone spesso mi chiedono: “Ma se io inizio adesso e poi i mercati crollano?

Oppure: “Ma se io inizio adesso a comprare azioni e i mercati scendono per i prossimi 5, 10, 15 anni? Chi mi dice che i mercati cresceranno nei prossimi anni? Chi mi dice che non ci saranno crisi finanziarie o crolli nei prossimi mesi o anni?

In questo episodio analizzeremo gli ultimi 100 anni dei mercati finanziari ed estrapoleremo importanti statistiche che faranno luce su tutti i tuoi dubbi.

Sono tante le persone che mi chiedono tanti “se” e tanti “ma” nel momento in cui decidono di investire nei mercati finanziari per ottenere un probabile rendimento annuale.

Ma non sanno che la sfera magica per prevedere l’andamento futuro non ce l’ha nessuno e soprattutto, nel momento in cui si decide di investire il proprio capitale, inevitabilmente, ti scontrerai contro il tuo peggior nemico: LA TUA MENTE.

Alessandro Moretti

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