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Migliori indicatori per fare trading

In questo articolo vedremo quali sono i migliori indicatori per fare trading.

Grafici, numeri, supporti, resistenze, medie, deviazioni non vi devono più spaventare se conoscerete i migliori strumenti che ci possono aiutare a destreggiarci nel dinamico mondo del trading.

Chi inizia a fare trading molto spesso inizia affascinato da questo mondo che spesso però trova criptico ed oscuro.

Bid, benchmark, canali di Donchian e poi numeri, grafici di tutti i tipi questo è il mondo del trading ma niente paura!

Qui scopriremo quali sono i migliori indicatori per fare trading e quelli che sono i miei migliori indicatori imprescindibili se volete cominciare ad imparare in modo serio e consapevole.

Prometto che la prossima volta quando sentirete la parola bar chart non penserete al bancone del bar dove affogare i vostri problemi con un bel rum ma al grafico a barre indicativo dei prezzi.

Ma cominciamo a fare sul serio. Siete pronti con carta e penna?

Bene, ecco a voi i migliori indicatori per fare trading. 

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Gli indicatori di trading

Prima di tutto rispondiamo alla domanda: ma a che cosa servono questi indicatori?

Gli indicatori detti anche studi di trading sono strumenti molto importanti e di cui un trader si avvale per comprendere l’andamento di un titolo sul mercato e dare così un senso a tutti quei bei grafici colorati e indecifrabili.

Gli indicatori servono a tutti principianti e pro.

Si tratta di strumenti ed indici che non devono mancare nel vostro bagaglio di conoscenze e se non volete correre rischi inutili, il primo e peggiore di questi? 

Quello di bruciare i vostri risparmi in poche settimane.

Sono utili per formulare le proprie strategie e bilanciare il personale profilo di rischio.

Gli indicatori ci consentono o dovrebbero agevolare nel comprendere i movimenti dei mercati finanziari attraverso l’analisi dei prezzi.

Questi indicatori si avvalgono di indici di diverso tipo a seconda delle stime che consentono di fare e proprio per questo si classificano in gruppi più grandi.

Possiamo così individuare 5 principali categorie di indicatori:

  1.   Indicatori di Trend: indicano la tendenza di un movimento finanziario.
  2.   Indicatori di Volume: si riferiscono al numero delle transazioni effettuate in particolari intervalli di tempo.
  3.   Indicatori di Intensità: indicano i tassi di interesse in rapporto ad un periodo temporale.
  4.   Indicatori di Volatilità: riguardano l’incertezza dei futuri movimenti dei mercati finanziari.
  5.   Indicatori di Ciclo: ci danno informazioni sull’arco temporale da quando si apre una posizione a quando si chiude.

Non tutti gli indicatori vanno bene

Mi raccomando ogni indicatore ha un ruolo diverso e ci sono indicatori diversi che funzionano in fasi di mercato diverse e meglio su alcuni strumenti che non su altri. 

Un esempio?

Ecco prendiamo due indicatori il Directional Movement e l’indicatore Stocastico.

Il primo, il Directional Movement è un indicatore di filtro: ci dice se il mercato è in trend o non lo è.

L’indicatore stocastico funziona invece bene nei mercati senza trend, si dice quindi trend less e funziona solo in determinate fasi.

I migliori indicatori per fare trading

Quindi prima di cominciare bisogna capire bene l’indicatore a cosa serve e poi inserirlo di conseguenza nella giusta strategia.

Nella definizione della vostra strategia soprattutto se siete agli inizi dovete conoscere i successivi indicatori immancabili nel patrimonio di ogni trader.

1. Trend Line

Iniziamo la nostra analisi degli indicatori definendo un indicatore di tendenza forse un po’ scontato ma di cui non si può non parlare.

Le trendline o linee di tendenza ci permettono di capire quale è la tendenza del mercato in corso.

Queste linee ci permettono di capire se ci troviamo in fasi rialziste o ribassiste del mercato e dunque se il prezzo di un titolo sta salendo o sta diminuendo.

Le trend line sono utilissime non solo per capire in che momento si trova il mercato od un titolo, ma anche per inviarci quei segnali che possono essere d’allarme e indicarci inversioni di tendenza.

Ogni tendenza si compone di un insieme di punti massimi e punti minimi crescenti o decrescenti a seconda dei casi.

Le trend line servono anche per capire se un mercato è di per sé stabile e si trova in fase laterale o non in tendenza.

La rottura di questi punti e dei supporti e resistenze fissati segna un buon momento per l’ingresso o l’uscita dal mercato.

2. Media Mobile Semplice

Questo è uno dei primi indicatori che si impara e rimane anche uno dei più utilizzati sia nel trading online che offline.

La media mobile non è altro che una “media” del prezzo

Indica la media dei prezzi in un intervallo di tempo deciso dal trader sulla base dei dati inseriti direttamente da questo.

Si dice mobile perché viene calcolata ad ogni aggiornamento del grafico sulla base dell’intervallo temporale scelto.

Ma a cosa serve?

Serve per cogliere i trend del titolo o come soglia di prezzo psicologica per decidere se entrare o uscire dalla posizione a seconda delle sue oscillazioni. 

Utilizzare una sola media mobile non è sufficiente per questo solitamente si usa un insieme di medie mobili calcolate su intervalli di tempo diversi.

Nell’usare questo indicatore perciò si dovrà tenere conto di medie mobili fissate sul breve, sul medio e sul lungo periodo. 

In inglese si dice Simple Moving Average per questo su molti screener troverete l’acronimo SMA.

Le medie mobili individuano un trend rialzista quando le medie di breve e medio termine oltrepassano in alto la media di lungo termine.

Al contrario il trend è ribassista se le medie a breve e medio termine oltrepassano in basso la media di lungo periodo.

Ecco come appaiono le medie mobili su di un grafico.

Migliori indicatori per fare trading

3. RSI – Relative Strenght Index

L’RSI – Relative Strenght Index o anche indice di Forza Relativa è un un indicatore di tipo statistico

Non si legge direttamente sul grafico di prezzo ma sotto di esso.

L’RSI è un oscillatore, può oscillare infatti in un intervallo che va da 0 a 100 ottenuto calcolando la correlazione tra giorni “positivi” e giorni “negativi”. 

Dal valore del RSI si capirà la fase di mercato

Tale indicatore è molto utile per capire gli eccessi dei mercati, insomma gli attacchi compulsivi di shopping o di “basta, dò via tutto”.

Serve per capire se si stanno verificando fasi di ipercomprato o di ipervenduto.

In pratica le fasi dove una parte di compratori o di venditori a seconda dei casi hanno avuto la meglio e se per troppo tempo. 

Sarà uguale a 0 quando la media degli incrementi del valore del titolo nel periodo considerato è pari a 0.

Sarà uguale a 100 quando la media dei decrementi è pari a 0. 

In parole semplici ecco come potete interpretarlo e quali valori dovete considerare.

L’iper venduto corrisponde ad un RSI vicino a valori di 30, valori intorno al 50 indicano una sostanziale neutralità ed equilibrio tra domanda e offerta mentre mentre valori di 70 indicano l’ipercomprato.

Quando l’RSI oscilla sull’area di ipercomprato ci troviamo in fasi rialziste del prezzo mentre se è nella zona di ipervenduto siamo prossimi al ribasso.

Se un titolo o un mercato si mantiene su uno dei due estremi per un periodo di tempo lungo e sul grafico dei prezzi abbiamo valori che contrastano con l’andamento del RSI allora possiamo aspettarci un’inversione di trend.

Anche questo indicatore non va utilizzato da solo ma in abbinamento ad altri come le medie mobili ora analizzate o simili.

In basso l’immagine che ci indica dove si trova l’RSI, come vediamo non è sul nostro grafico ma al di sotto.

Migliori indicatori per fare trading

Ma passiamo ad un altro dei migliori indicatori per fare trading.

4.MACD (Moving Average Convergence Divergence)

Il MACD sta per Moving Average Convergence Divergence in italiano sta per la convergenza e divergenza di medie mobili. 

Il MACD viene utilizzato per misurare il momentum, insieme alla direzione del trend e la sua durata.

Il MACD origina da tre medie mobili che vengono calcolate su tre diversi periodi, uno di 12 periodi, uno di 26 e la terza media su 9 periodi. 

Dalla media a 26 e da quella a 12 si origina l’istogramma MACD che ci da informazioni sui volumi di mercato, che approfondiremo in un altro articolo.

Dalla media a 9 si origina la linea di segnale, che a seconda di come si incrocia con il nostro istogramma può darci informazioni diverse. 

Ma come si legge questo indicatore?

Se il MACD è positivo e anche il valore dell’istogramma sta salendo, ci troviamo in un momentum rialzista che è in aumento.

Viceversa se il MACD è negativo e anche l’istogramma sta scendendo ci troviamo in un momentum ribassista e che sta prendendo forza.

Per riassumere il MACD serve per aiutarci a cogliere tre tipi di segnali di base:

  • crossover della linea di segnale
  • crossover della linea zero
  • divergenza.

Il MACD non viene però utilizzato mai da solo si accompagna ad altri indicatori più statistici come RSI.

Ecco come appare nell’immagine in basso.

Migliori indicatori per fare trading

5. Pivot point

I Pivot point sono indicatori semplici e di tipo grafico che ci indicano punti di svolta o cardine del mercato.

Servono anche questi indicatori per capire se entrare o uscire da una posizione in questo sono molto simili a supporti e resistenze

Essi indicano livelli giornalieri che possono essere toccati e superati in positivo o in negativo diverse volte durante una stessa giornata.

Tutto ciò genera diversi segnali sull’andamento di un titolo e anche questi dunque non possono essere utilizzati in solitaria.

Per capirli meglio dobbiamo pensare al significato francese della parola pivot che indica perno o picchetto.

Sono dunque perni che il mercato o un titolo può raggiungere e che se raggiunge ci indicano quale andamento sta seguendo e come di conseguenza dovremo agire.

Una volta fissati i nostri picchetti sul grafico coprendo diverse zone in modo che a seconda di come si muove il prezzo esso sarà sempre monitorato dai nostri pivot.

Così se parte un picchetto, o meglio se un prezzo supera il nostro pivot, dovremo decidere come comportarci se aprire, chiudere o incrementare la nostra posizione su quel titolo o se andare short o long.

6. Bande di Bollinger

Le bande di Bollinger è un indicatore di tipo grafico che prende il nome dal suo inventore John Bollinger.

Sono state chiamate così quando durante una trasmissione del Financial News Network, dove Bollinger lavorava come presentatore, un intervistatore gli chiese cosa fossero e lui rispose “Bè, chiamiamole Bande di Bollinger”.

Queste sono un indicatore che si basa sulla volatilità del titolo che si monitora.

Si sviluppano come gran parte degli indicatori a partire dalla media mobile unito alla deviazione standard di un titolo.

Sono dette bande perché si tratta di 3 curve che si muovono insieme al prezzo e lo avvolgono costantemente come possiamo vedere in figura in basso.

Come si usano?

Quando il prezzo si avvicina ad una delle bande estreme, quella superiore o quella inferiore, allora è il momento in cui si generano i segnali di trading e si deve decidere come agire.

Non bisogna usarle da sole perché potrebbero dare falsi segnali.

7. ADX Average Directional Index

L’ADX sta per Average Directional Index ossia Indicatore Medio di Direzione è un indicatore di forza del trend ed è un altro dei migliori indicatori per fare trading.

Ci dice dunque quanto è forte il movimento di un prezzo e viene rappresentato con una semplice linea. 

Nasce per avere informazioni sulle materie prime per creazione di Welles Wilder.

Inizialmente utilizzato dunque solo su queste commodities si estese poi anche al Forex e all’analisi dei mercati.

L’ADX si sviluppa dall’unione di due variabili +DI e -DI che sono l’indicatore direzionale positivo e l’indicatore direzionale negativo.

L’ADX come l’RSI oscilla tra 0 e 100

Come si legge?

Maggiori sono i suoi valori più il trend è forte, se invece è su valori al di sotto del 20 ci troviamo in una fase laterale del mercato.

Capite perciò perché ogni indicatore è adatto e migliore a seconda del tipo di strategia che stiamo adottando. 

Ecco una rappresentazione dell’ADX e delle sue due componenti.

Trasformati in un vero trader con il percorso da 0 a finalmente Trader, senza commettere quei terribili (e costosi!) errori che io stesso ho commesso 10 anni fa!

L’elite degli indicatori (ovvero il mio best of)

Ecco quelli che secondo me sono i migliori indicatori per fare trading.

Sono solo tre ma sono gli indicatori migliori.

Dopo anni passati a studiare e cercare di conoscere tutto sull’analisi tecnica si sono rivelati i migliori nel gestire il mio approccio strategico, e di attacco, ai mercati e nel monitoraggio dei titoli in cui ho investito.

1. Indice di Forza relativa

L’indice di Forza relativa è un indicatore veramente semplice da spiegare e da usare.

La forza relativa si ottiene dalla comparazione dei valori della serie storica dei dati di un titolo con i valori della serie storica stessa o con i valori di un’altra serie storica di un titolo/indice diverso.

Come lo uso? A cosa mi è utile?

Lo utilizzo per individuare 2 cose fondamentali

  • le migliori azioni sul mercato
  • i migliori settori del mercato 

Nell’individuare le migliori azioni sul mercato potete analizzare una società e confrontare il settore dove opera con il settore in generale, ma specifico per il Paese originario della società.

Di conseguenza in generale l’azienda che va meglio nel suo settore di certo ha le carte giuste per sconfiggere la concorrenza e attrarre i clienti. 

Sarà molto probabile che questa società si manterrà profittevole sul mercato.

Ecco una rappresentazione di come si presenta la forza relativa in questo caso del titolo Intesa SanPaolo.

Migliori indicatori per fare trading

2. Directional Movement

Vi ho accennato all’inizio come nella mia strategia preferisco utilizzare questo strumento invece che l’indice stocastico.

Ora approfondiamo cos’è Il Directional Movement Index anche abbreviato in DMI e come utilizzarlo.

Il Directional Movement è un indicatore che adoro perché è utilissimo per individuare se ci troviamo in una fase di trend e quindi poi decidere se vendere, acquistare o se è meglio continuare ad avere un po’ di pazienza.

Il DMI si può usare sia per analisi di breve termine che per strategie e analisi di lungo periodo.

Esso è la somma di tre indicatori, li abbiamo già visti in questa analisi. Il DMI origina infatti dall’unione di ADX Indice medio di Direzione e delle sue due componenti +DI e -DI.

Origina e corrisponde al valore assoluto dato dalla differenza tra la linea +DI e la linea -DI e la somma tra la linea +DI e -DI. Conosciuti questi valori si moltiplica per 100 e si ha il DMI.

Come si legge?

Ci troviamo in situazione di trend quando comincia a muoversi su valori intorno a 20 o 25.

Al di sotto di questi valori ci troviamo di fronte un titolo senza trend o con un trend basso.

A seconda di come si incrocia con le sue componenti +DI e -DI possiamo capire di che tipo di trend si tratta e della sua possibile forza.

Veniamo infine all’ultimo dei miei migliori indicatori per fare trading.

3. Canale di Donchian

Questo strumento è meno spaventoso di quanto possa sembrare dal nome, ve lo assicuro.

E’ un indicatore di volatilità.

Si tratta di un indicatore molto simile alle Bande di Bollinger ma in modalità statica e come le Bollinger band prende il nome dal suo creatore.

Questo canale si costruisce attraverso due curve che si originano dopo aver impostato un insieme di n periodi compresi in un range di prezzi.

La linea superiore è il prezzo più alto negli ultimi periodi considerati e quella inferiore deriva invece dal prezzo più basso negli ultimi periodi scelti. 

Maggiore è l’ampiezza tra le due, cioè più alto è il canale maggiore è la volatilità del titolo e così la sua incertezza.

Siete voi a decidere quanti periodi prendere a riferimento. 

Come si usa?

Quando il titolo supera una delle due linee generate sarà il vostro segnale per operare decidendo se comprare o vendere. 

Generalmente si tende a comprare quando supera la linea superiore e vendere quando si supera la linea inferiore.

Ecco un esempio di come appare un canale di Donchian.

Migliori indicatori per fare trading

Come detto ogni indicatore può a seconda della strategia, dello strumento e del tipo di trading che si svolge essere migliore di un altro. 

Questi che vi abbiamo presentato sono gli indicatori migliori che un buon trader o un trader principiante deve assolutamente conoscere per pianificare la propria strategia e cominciare a conoscere e capire i mercati.

Ora che avete scoperto quelli che sono i miei migliori indicatori per fare trading, mi raccomando usateli con diligenza e consapevolezza.

Come visto gli indicatori non possono essere usati da soli ma bisogna integrarli tra loro al fine di evitare gli errori e prendere decisioni più complete.

Ma ora voglio sapere la vostra opinione: quali sono gli indicatori che utilizzate di più?

Alessandro Moretti

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