menù

Fare Trading con i volumi

In questo articolo scopriremo cosa sono i volumi e perché sono importanti nel trading.

Molto spesso quando andiamo a guardare un titolo e al suo andamento tra le tante voci compare anche quella relativa ai volumi e il loro valore.

Ma cosa sono questi volumi e perché sono così importanti nelle strategie di trading?

ACCEDI ORA al gruppo Facebook Io Investo dove troverai ogni giorno video analisi dei titoli azionari, rubriche di approfondimento, supporto e assistenza da ben 4 analisti tecnici per l’analisi dei titoli che hai in portafoglio.

Cosa sono i volumi e a cosa servono nel trading

Quando parliamo di volumi ci riferiamo ai volumi di scambio di un titolo e individuano il numero di quote scambiate di un certo strumento finanziario.

Sono un dato molto oggettivo del “sentiment” del mercato e accompagnano sempre i prezzi. 

Ma cosa intendiamo in questo caso con “sentiment”? 

Intendiamo quello che è in senso più ampio l’umore generale di investitori e trader e in senso più specifico quello che è l’andamento del trend di un asset.

Analizzando il volume di un titolo si può comprendere se quel titolo è in un trend rialzista o ribassista e la forza di quel trend.

Possiamo così conoscere i momenti di accumulazione e i momenti di distribuzione e i possibili punti di inversione di un trend.

Cosa si intende con momenti di accumulazione e di distribuzione? 

I momenti di accumulazione logicamente indicano un momento in cui i traders iniziano ad acquistare il titolo di riferimento, mentre i momenti di distribuzione quando i trader iniziano a vendere, distribuire, il titolo. 

Il primo, il momento di accumulazione, comporta un trend rialzista sul grafico.

Il secondo il momento di distribuzione porta ad un trend ribassista. 

Con l’analisi dei volumi in questi due momenti se ne può capire anche la loro rispettiva forza.

Approfondiamo meglio questo concetto. 

Iniziamo a fare sul serio e cominciamo a capire come sfruttare i volumi.

Quando i volumi di scambio crescono significa che cresce anche l’interesse verso un certo titolo.

Sia in trend rialzista sia in trend ribassista se i volumi crescono abbiamo un trend forte ed è possibile che continui ancora per un po’ a seguire questa direzione.

Al contrario, se i volumi scendono allora abbiamo un calo dell’interesse verso un certo titolo.

Quindi cosa indica questo?

Se prima un forte aumento portava ad un forte interesse e un forte trend.

Ora una riduzione dei volumi e quindi una riduzione dell’interesse indicherà che anche il trend è debole o che ha perso potenza.

Di conseguenza se il trend è più debole non continuerà per la sua direzione, molto probabilmente cambierà strada e ci troviamo vicini ad un punto di inversione.

Come detto i volumi sono misure molto importanti ed è un peccato e spesso un errore trascurarli.

Le componenti

Quando andiamo a studiare il volume degli scambi avvenuti dobbiamo prima di tutto conoscere alcune sigle ed elementi che possiamo trovare nel grafico che origina da questa misura.

Ci sono così diverse componenti ognuna delle quali va conosciuta al fine di comprendere quali segnali il volume degli scambi può darci. 

Il primo elemento è il punto di controllo o POC che rappresenta il livello di prezzo dove sono avvenuti più scambi nel periodo di tempo preso a riferimento. 

Abbiamo poi il profilo massimo, esso indica il punto più alto toccato durante l’arco temporale preso a riferimenti. 

L’opposto del profilo massimo è il profilo minimo ossia il punto più basso toccato nell’arco temporale scelto.

Oltre a questi elementi avremo all’interno del nostro grafico dei volumi anche una VA che indica letteralmente l’area di valore, ossia l’area di prezzo dove è stata scambiata una precisa percentuale di volume nel periodo scelto.

Solitamente questa percentuale ammonta al 70% ma anche qui si può posizionare in maniera discrezionale secondo i personali obiettivi.

Invece per il livello di prezzo più alto nell’area di valore del volume in analisi troveremo VAH acronimo di massimo area di valore.

Il livello di prezzo più basso viene invece individuato dal VAL appunto minimo (low) area di valore.

Ecco nell’immagine in basso come si presentano questi elementi su un grafico di un titolo.

Possiamo vedere il nostro POC qui point of control, il profilo del volume, l’area di valore e i punti di massimo e di minimo dei volumi.

Fare Trading con i volumi

Indicatori di volume 

I volumi si possono misurare attraverso alcuni indicatori.

Possiamo avere:

  • Volume per tempo
  • On Balance Volume
  • Volume profile
  • Volume Weighted Average Price – VWAP

Il primo, il volume per tempo, si può osservare direttamente dal grafico del titolo e non è raro trovare anche un grafico a barre, istogramma, che riassume proprio il suo andamento. 

La misura del volume viene presa proprio in base al tempo e all’intervallo considerato. 

Se decidiamo di misurare il volume ogni mezz’ora è questo l’intervallo temporale con cui dovremo misurare il nostro volume. 

L’intervallo per tempo può essere di tre tipi:

  • Intervallo di tempo fisso: lo posiziona autonomamente l’utente.
  • Intervallo di tempo visibile: mostra l’intervallo dei volumi nel momento in cui si sta visionando il grafico.
  • Volume di sessione: mostra il singolo volume per ogni sessione di trading come in figura in basso.

Fare Trading con i volumi

Il secondo indicatore di volume per fare trading è il volume profile o profilo dei volumi. 

Esso è un indicatore più articolato. 

Si tratta di un indicatore che sul nostro grafico lo troviamo sull’asse delle ordinate in maniera orizzontale e ci consegna il valore di volumi scambiati per ogni livello di prezzo, per questo lo chiamiamo volume di prezzo.

In basso vi riportiamo un grafico che mostra spiega proprio il profilo dei volumi per i diversi livelli di prezzo in uno specifico momento.

Recentemente molti grafici avanzati riportano il grafico dei volumi al di sotto del grafico dell’andamento del titolo.

All’interno dello stesso profilo di volume o volume profile si possono individuare tre diversi profili. 

A seconda del tipo di trading che si svolge risulta preferibile un profilo ad un altro.

I tre profili di volume sono:

  • Micro: è utilizzato per lo scalping. Si tratta del proflio dei diversi volumi che viene rappresentato su grafici come i footprint chart o nei grafici a tick o in quelli tarati su unità temporali molto piccole. 
  • Intraday: consiste nella rappresentazione dei volumi del giorno. Questo profilo si usa per capire in quale momento del giorno gli scambi sono stati più critici. 
  • Composite: questo profilo è il profilo adatto per individuare e definire supporti e resistenze. Indica il profilo dei volumi dell’intero contratto o per un arco temporale più lungo.

Oltre ai due indicatori studiati ora, volume per tempo e profile volume, esiste un terzo indicatore da conoscere: il Volume Weighted Average Price o VWAP

Tale indicatore indica il prezzo medio ponderato per il volume di un preciso giorno scelto dal trader. 

Questo VWAP è diverso dalla media mobile poichè considera il volume di trading dei prezzi individuali e rilascia perciò un dato molto importante infatti indica quello che è il prezzo equo del giorno fino a quel momento.

Tale informazione di prezzo equo è molto importante per i trader istituzionali e di conseguenza il Volume Weighted Average Price durante le fasi laterali costituisce un porto sicuro cui il prezzo tendenzialmente ritorna.

Analizziamo l’ultimo indicatore per oggi. Stiamo parlando dell’On Balance Volume o OBV, uno degli indicatori più utilizzati per fare previsioni.

Questo indicatore viene usato per misurare il flusso dei volumi in entrata e in uscita

Questo indicatore molto semplicemente ci segnala che se aumentano i volumi in entrata allora si ha un movimento rialzista dei prezzi mentre una diminuzione dei volumi in uscita segnala un movimento ribassista.

L’OBV può essere usato anche per convergenza come conferma dell’andamento di un titolo.

Con prezzi bassi e volumi bassi  il titolo scenderà altrimenti con prezzi alti e volumi alti si avrà una risalita del prezzo del titolo.

Il primo caso, quello della tendenza al ribasso, è ben rappresentato dalla freccia rossa nella figura sottostante.Fare Trading con i volumi

Trasformati in un vero trader con il percorso da 0 a finalmente Trader, senza commettere quei terribili (e costosi!) errori che io stesso ho commesso 10 anni fa!.

Come usare i volumi per fare trading

Quando ci troviamo davanti al nostro grafico a candele possiamo individuare per ogni singola candela il proprio volume di scambio, ad esso si aggiunge una media mobile che ci indica il livello medio dei volumi di scambio per quel titolo. 

Analizzando la media mobile ed i volumi il trader ottiene alcune informazioni rilevanti come ad esempio una figura particolare di analisi tecnica nominata “spike”. 

Ma cosa indicano gli “spikes”?

Il termine spike in italiano significa punta, picco e tale è, infatti uno spike indica un livello di volume di scambi molto alto al di fuori dell’andamento normale. 

Questo livello insolito segnalato dallo spike ci dà informazioni molto importanti perché ci segnala che il livello di prezzo appena raggiunto è un livello critico e che si può trattare di un livello dove collocare un punto di resistenza o un punto di supporto o dove aprire o chiudere posizioni. 

Nel caso ci troviamo su un punto di supporto è molto probabile che, se abbiamo bassi volumi, una volta che il prezzo ha toccato il supporto torni poi su livelli normali senza dare origine ad inversioni nella sua direzione. 

Al contrario se i volumi sono alti e si tocca questo punto è possibile sia in atto o in arrivo un inversione e questo sia il punto di breakout.

Se vuoi approfondire come funziona la rottura di supporti e resistenze con i volumi e conoscere altri due segreti che indicano un punto di breakout basta che clicchi qui.

Oltre agli spike attraverso l’analisi dei volumi possiamo capire quando i volumi di scambio sono inferiori o superiori alla media e cercare di cogliere da questi come comportarci.

Cosa accade se ci troviamo in una fase di mercato laterale

In questa situazione i volumi possono essere usati per confermare o meno la rottura della fase laterale. 

Volumi alti confermano la rottura e la possibile rottura dell’andamento laterale, volumi bassi possono indicare che può essere solo una fase passeggera che rientrerà presto, questa cosa si chiama pull back.

Se tutto dovesse essere poco chiaro a fine articolo trovate una tabella riassuntiva che può essere utile come guida nei primi periodi che familiarizzate con questi concetti e con il loro utilizzo.

Una piccola postilla.

I volumi di scambio risultano più accurati per azioni ed indici azionari meno precisi risultano essere per il Forex. 

La minore precisione per il Forex è dovuta alle caratteristiche stesse di questo mercato che è un mercato Over the Counter.

La loro minore precisione nel Forex non deve però portare a trascurare questi indicatori e i possibili segnali che possono indicare.

Qualche accorgimento. 

Quando utilizziamo i volumi per fare trading come abbiamo visto anche per la media mobile e in altre numerose situazioni è sempre meglio non avvalersi di un solo indicatore ma affiancarvene anche altri ma non troppi, ecco perché.

Tabella riassuntiva.

Andamenti Prezzo e Volume Significati
Prezzi ↑  +   Volume  ↓  Divergenza. Possibile attesa inversione trend.

Fase ribassista.

Prezzi   +   Volume  ↑ Divergenza. Possibile attesa inversione trend.

Fase rialzista e Breakout resistenze.

Inizio possibilie fase accumulazione.

Prezzi   +   Volume Trend rialzista – Trend forte.

 

Avete capito perché i volumi sono così importanti nel trading? Operate già con indicatori di volume?

Alessandro Moretti

Lascia un Commento

0Commenti

    Lascia un commento