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Indicatori di ampiezza: cosa sono e a cosa servono

In questo articolo andremo a vedere cosa sono gli indicatori di ampiezza, a cosa servono e quali sono i principali per utilizzarli nelle nostre analisi.

Che cosa sono gli indicatori di ampiezza

Gli indicatori sono veramente tanti, ma non tutti ci danno le stesse informazioni e cosa ancora più importante non tutti vanno bene a seconda dell’elemento che vogliamo misurare.

Ecco perché si distingue così tra diverse tipologie di indicatori: di sentiment, di volume, di prezzo e anche appunto di ampiezza (breadth).

Gli indicatori di ampiezza fanno parte della grande categoria degli indicatori di analisi tecnica, nascono inizialmente per misurare i fenomeni del mercato azionario, ma poi si diffondono anche agli altri mercati come il Forex e le materie prime.

Ma cosa consentono di misurare?

L’ampiezza per l’appunto, ossia lo stato di salute di un trend di mercato.

Ad esempio se ci troviamo in un trend rialzista questo indicatore ci dice se esso è sano e forte o se invece comincia a mostrare qualche cenno di cedimento e dunque avvisandoci di stare in allerta e cominciare a pensare a strategie di copertura o di exit.

Ma come funzionano?

Per spiegarlo dobbiamo capire a cosa servono questi indicatori.

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A cosa servono

Gli indicatori di ampiezza ci consentono di capire se un trend è ancora valido e forte o se non lo è.

Un trend rialzista viene detto salutare quando è accompagnato da tante azioni che stanno salendo.

Un mercato è in un trend rialzista salutare non quando ci sono poche azioni di grandi imprese che lo spingono al rialzo, ma quando questo movimento rialzista è accompagnato da tante azioni di piccole imprese che stanno spingendo il mercato al rialzo.

Se un trend rialzista è spinto da tante grandi società che stanno crescendo e al contempo le azioni delle piccole società stanno scendendo allora in quel caso ci troviamo in un mercato in assenza di ampiezza ed è prossimo all’esaurimento.

Questa situazione viene spesso spiegata prendendo in prestito una metafora di guerra.

Si dice infatti che i generali si stanno muovendo senza soldati, capite che senza soldati non si può fare una guerra e dunque il trend è in esaurimento.

Invece se il trend è in un buono stato di salute sul mercato avremo che i generali, le azioni delle compagnie maggiori, si muovono insieme ai soldati ossia insieme alle azioni delle società minori.

Ci dicono perciò proprio la partecipazione ed il grado di questa partecipazione delle azioni ai movimenti di mercato.

Ora che sappiamo cosa sono e a cosa servono scopriamo quali sono i principali indicatori di ampiezza.

Quali sono gli indicatori di ampiezza

Gli indicatori di ampiezza sono in parte simile agli indicatori di sentiment, ma ci offrono una prospettiva diversa rispetto agli altri indicatori.

I principali indicatori sono i seguenti:

  1. A/D line
  2. New High New Low
  3. McClellan oscillator
  4. McClellan Summation Index
  5. Up volume versus down volume

Ognuno di essi ci dà informazioni sull’ampiezza di un trend.

Come sempre mi raccomando non vi affidate solamente ad un indicatore, anzi prima di prendere qualsiasi decisione verificate le informazioni consultando altri indicatori che completeranno e daranno maggiore affidabilità alla vostra analisi.

Gli indicatori di ampiezza: l’A/D line

Ripassiamo brevemente cosa sono e a cosa servono.

L’Advanced/ Decline line -A/D line è l’indicatore di ampiezza più utilizzato, non si applica sulle singole azioni ma sull’intero mercato.

Questo indicatore si basa dividendo i titolo che sono al rialzo con quelli al ribasso.

Dal rapporto tra le due misure, ossia sottraendo il positivo dal negativo ci comunica se un trend è fortemente o debolmente rialzista o ribassista.

Riesce a far questo sottraendo il numero di azioni in negativo dalle azioni in positivo.

L’insieme delle differenze viene chiamato avanzamento tecnico.

L’indicatore unisce queste differenze, chiamate “avanzamento netto”, in un certo tempo aggiungendo la differenza corrente al valore precedente dell’indicatore.

Quando si presenta una grande variazione nell’A/D line si preannuncia una variazione del trend.

Questo indicatore è utilissimo perché conferma anche se cresce o diminuisce un trend in corso, infatti se l’A/D line segue l’andamento del grafico allora il trend gode di ottima salute perché il movimento è ampio e possiamo stare abbastanza tranquilli.

Se un trend rialzista non è accompagnato da un A/D line al rialzo allora il trend sta perdendo forza ed è portato avanti solitamente solamente dalle azioni delle grandi società.

Lo possiamo vedere nel grafico in basso: la freccia blu indica l’A/D line e in questo caso essa si muova in laterale mentre se guardiamo al trend generale, indicato dalla freccia verde, possiamo notare come esso è rialzista.

L’A/D line ci preannuncia il calo di forza e la possibile inversione che infatti avviene poco dopo, le due frecce rosse sia sul grafico generale dei prezzi sia su quello dell’A/D line ci indicano proprio questa inversione ribassista.

Segue poi come possiamo vedere un’altra inversione, secondo voi com’è?

ad line indicatori di ampiezza

E’ molto forte perché il trend dei prezzi rialzista è accompagnato da un’altrettanto forte A/D line al rialzo, le frecce completamente in verde.

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Gli altri indicatori di ampiezza

Il New high – New low index si usa invece per analisi di medio lungo periodo.

Indica i titoli che fanno nuovi massimi (new high) o nuovi minimi (new low) in 52 settimane.

Vi sono diversi tipi di questo indicatore, ma ciascuna tipologia mette comunque in relazione il massimo con il minimo.

Quotidianamente si misura come il più piccolo fra i nuovi massimi e il numero dei nuovi minimi tra tutte le azioni quotate su una borsa, nel nostro caso la borsa di Milano.

Il risultato poi si rapporta al numero di tutti i titoli trattati.

Questo indicatore parte dall’assunto che sarà estremamente raro che in un certo momento sul mercato vi sarà sià titoli che si muovono solo sui massimi e anche su nuovi minimi.

A seconda che si verificano nuovi massimi e il mercato tende a far segnare questi più che i minimi più ci potranno essere implicazioni ribassiste al contrario se l’indicatore è basso ci sarà uniformità sul mercato e possibili implicazioni rialziste.

Insomma l’interpretazione non è così agevole, ma di solito un New High alto indica che c’è molta partecipazione sul mercato.

Esso può essere tracciato come una linea di una media mobile semplice se si prendono misure ripetute con periodi di 10 giorni.

Il McLelland oscillator invece è un oscillatore, oscilla infatti tra +100 e -100 definendo le fasi di ipercomprato e ipervenduto.

Quando l’oscillatore è positivo indica che c’è partecipazione, ci sono molti compratori, se negativo l’opposto, ovvero ci sono molti venditori.

Potete osservare la validità di questo indicatore nel grafico in basso.

Notate come più è forte il trend più ampia anche è l’oscillazione di questo indicatore.

indicatori di ampiezza il mclelland oscillator

Il McLelland summation Index è poi semplicemente la somma cumulata dell’oscillatore.

Questa somma indicherà neutralità del mercato su un livello di +1.000, perché si è visto oscilla tra 0 e 2.000.

L’Up down volume indica proprio il rapporto tra i volumi.

Questo indicatore oscilla tra valori di -1 e +1 se positivo indicherà un trend forte in rialzo se negativo un trend al ribasso.

Come possiamo vedere dal grafico quando il valore dell’up è alto il trend è rialzista, se invece predominano i valori bassi il trend è ribassista.

up down volum ratio indicatori di ampiezza

Voi li utilizzate questi indicatori? Quale preferite?

Ora che li conoscete e se avete ancora dei dubbi o solo per dirci cosa ne pensate scriveteci qui nei commenti.

Alessandro Moretti

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