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Indicatori di sentiment: cosa sono e a cosa servono

In questo articolo impariamo a conoscere gli indicatori di sentiment.

Vi avevo avvisato che gli indicatori sono molti e ognuno ci comunica una specifica informazione, vediamo appunto quali informazioni ci inviano gli indicatori di sentiment cosa e quali sono e a cosa servono.

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Cosa sono

Gli indicatori di sentiment dà l’indizio la parola stessa sono indicatori che parlano del sentiment del mercato.

Il sentiment sui mercati corrisponde a quello che è l’umore generale tra gli operatori, se sono ottimisti o se sono pessimisti, l’euforia o la paura presenti.

Gli indicatori di sentiment ci dicono a che grado sono queste tendenze.

Sono 3 i tipi di sentiment che si hanno sui mercati:

  1. eccitazione, euforia o ottimismo
  2. depressione, paura o pessimismo
  3. indecisione, smarrimento o neutralità

Il sentiment influenza molto spesso il mercato ed il suo futuro andamento.

Se ci sono degli indicatori che misurano proprio lo stato d’animo generale del mercato e questo stato influenza poi il mercato stesso, capite, ora, perché insisto molto sull’essere attenti e preparati anche dal lato morale e psicologico?

Cosa influenza questi indicatori?

Di certo la risposta alla domanda è il proprio umore, ma non solo.

Gli indicatori di sentiment essendo anche espressione dello stato d’animo più generale del mercato sono molto influenzati dalle azioni totali degli operatori.

Oltre all’operato degli altri ad incidere sul loro andamento e su uno stato d’animo prevalente rispetto ad un altro sono le informazioni che arrivano.

Un esempio concreto? Pensate al settore automobilistico, la sempre più crescente attenzione al clima e alle tematiche ambientali unito alle innovazioni tecnologiche che permettono di avere veicoli elettrici ha portato il settore a crescere e questo sta generando un crescente ottimismo verso il settore, come potete vedere anche nel grafico in basso.

indicatori di sentiment il contesto

Oltre ad informazioni e condizionamento, un altro fattore che influenza il sentiment del mercato è spesso l’esperienza sia del trader sia della conoscenza del mercato.

Infine nel guidare il sentiment e influenzare tale tipo di analisi è anche il più generale contesto, se arrivano dati positivi di crescita, sviluppo anche il sentiment sarà ottimista, se invece arrivano dati su possibili default, contrazioni di mercato trionferanno le negatività.

A cosa servono gli indicatori di sentiment

Gli indicatori di sentiment servono dunque per condurre analisi del sentiment del mercato.

Sono per loro natura indicatori di tipo di contrarian: quando ci troviamo di fronte ad un mercato fortemente ottimista o fortemente pessimista allora siamo arrivati ad un punto dove è possibile un’inversione del trend.

Questo tipo di indicatori per essere attendibili devono segnalare livelli molto alti, se si trovano su livelli medi per avere una conferma del sentiment e del trend è preferibile accompagnare l’analisi con altri indicatori.

Quando finalmente segnalano un livello elevatissimo di euforia e ottimismo allora il titolo ha raggiunto i suoi massimi ed è lecito aspettarsi l’inversione.

Allo stesso modo quando indicano un elevatissimo livello di pessimismo e paura allora il titolo segna nuovi minimi e non passerà molto che inizi poi a risalire.

Essi segnalano delle fasi di eccesso dove il titolo toccherà nuovi massimi o nuovi minimi cui poi farà seguito una fase di inversione.

I principali indicatori di sentiment

Anche questo gruppo di indicatori racchiude in sè diversi indici e sistemi per condurre analisi sugli umori del mercato.

Abbiamo indicatori che derivano da sondaggi condotti tra gli operatori attivi sul mercato, il più diffuso di questi sondaggi è l’AAII Bull and Bear, questa indagine si riferisce solo al mercato di Wall Street.

Viene condotta tra i membri di AAII, gli American Association Individual Investors.

Questi sono chiamati a rispondere ad una o più domande una volta a settimana, dalla loro risposta si ha il risultato di quale dei tre sentiment sia più forte sul mercato.

In basso trovate cosa è emerso dalla survey condotta nella settimana conclusasi il 18 dicembre di quest’anno.

Il sentiment è ottimista.

aaii indicatori di sentiment

Un altro indice è il CNN Fear and Greed index.

Questo è un indice che misura il valore di paura e avidità. A differenza dell’indice precedente non si conduce con un’indagine ma sommando 7 diverse misure che si riferiscono al mercato come il VIX.

Sommate insieme si ottiene un punteggio che oscilla da 0 a 100, più è alto più c’è impazienza, valori sul 50 indicano la neutralità.

In basso quello che è il valore al 20 dicembre 2019, anche questo positivo.

fear and grid indicatori di sentiment

Un altro tipo di strumento per condurre un’analisi di sentiment è il posizionamento o positioning.

Il positioning si basa non tanto sulle indagini e le opinioni ma su i trades aperti.

Per trovare questo tipo di analisi si guarda ai rapporti rilasciati dalla CFTC, la Commodity Futures Trading Commission e in particolare del COT indicator che vedremo più avanti.

Infine un ultimo indicatore può essere un’analisi del DAX, questo in particolare nel Forex per valutare il rapporto euro/dollaro.

Il DAX è correlato inversamente con l’euro dollaro. Il cambio più alto va nella direzione del sentiment di mercato della Borsa tedesca: quando l’indicatore sentiment scende allora anche l’euro dollaro poi scende.

Trasformati in un vero trader con il percorso da 0 a finalmente Trader, senza commettere quei terribili (e costosi!) errori che io stesso ho commesso 10 anni fa!

Gli indicatori di sentiment che vi consiglio

Tra i tanti metodi che dunque esistono per condurre un’analisi di sentiment mi sento di consigliarvi in particolare 2 tipi di indicatori:

  • il Put and Call Ratio o PCR
  • il COT indicator

Il PCR indica il rapporto tra le opzioni put e call e il loro volume.

Di solito le posizioni put (di vendita) sono usate per proteggersi da un’inversione di un trend che da rialzista diventa ribassista.

Le posizioni call invece si usano per coprirsi da un trend che da ribassista diventa rialzista e per proteggere le posizioni short.

Questo rapporto se è superiore ad un 1 significa che sono più le put che le call e se sotto questo valore che sono più le call che le put, tradotto se superiore a 1 con le put maggiori delle call umoreggia il pessimismo e ci si aspetta un ribasso, all’inverso se scendono.

In grafico potete vedere nella prima freccia in alto l’andamento del titolo e nella seconda in fondo il PCR.

put call ratio

Il COT Commitment Of Traders consiste in delle relazioni che vengono condotte di solito ogni martedì, o comunque con una certa periodicità, sulle posizioni aperte sui Futures.

Indicano il numero di posizioni corte o lunghe sui Futures assunte da 3 diversi tipi di operatori: commerciali, non commerciali e piccoli investitori (non reporting traders).

Se ci sono molte posizioni lunghe di solito il sentiment è positivo e ci troviamo in un mercato bullish, se, al contrario ci sono molte posizioni short domina l’incertezza e la paura.

Interessa, pr capire il sentiment prevalente, vedere quelle che sono le posizioni aperte dai commercials, i nostri operatori istituzionali.

Questi spesso vanno contro il trend, vendono quando il mercato è in rialzo e acquistano quando il mercato scende. Sono molto importanti perchè le loro posizioni di solito prevedono un’inversione di trend.

cot report

Ha però come svantaggio che arriva un po’ in ritardo.

Arriva infatti quando gli operatori si stanno già muovendo e stanno finendo di coprirsi dalla prossima imminente inversione.

Finalmente abbiamo imparato a conoscere anche questo tipo di indicatori.

Di certo ora potrete condurre analisi o cogliere molti più movimenti e trend sul mercato.

Li usavate già? Preferite più il COT o il PCR o nessuno dei due?

Fatemelo sapere nei commenti.

Alessandro Moretti

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