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MACD: cos’è e come interpretarlo

L’indicatore MACD rimane forse uno dei principali nel trading.

Nato nel 1979 dalla mente brillante di Gerald Appel, si tratta di un oscillatore che ha trovato larghissimo uso poiché flessibile e anche semplice da utilizzare.

Ma se tutto ciò non vi è chiaro vediamo cos’è, come si forma e a cosa serve questo indicatore.

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Cos’è il MACD

Il MACD si tratta di un indicatore dell’analisi tecnica che rientra nella famiglia degli oscillatori.

Si tratta di un indicatore che per essere compreso richiede la conoscenza di un altro concetto con cui abbiamo avuto modo di familiarizzare in passato: le medie mobili.

L’acronimo MACD infatti sta per Moving Average Convergence/Divergence ed permette di capire che tipo di relazione esiste tra le medie mobili dei prezzi.

Se appunto esse convergono o divergono.

Il MACD si tratta di un indicatore di momentum, sebbene viene usato anche per cogliere i trend, sarebbe meglio utilizzarlo soprattutto per questa sua capacità.

Ci permette così di comprendere meglio se ci troviamo in presenza di un trend o no.

Per conoscerlo dobbiamo prendere a riferimento tre diverse medie mobili, vediamo nel dettaglio come si forma.

Da cosa è composto il MACD

Per calcolare il MACD servono prima di tutto 3 diverse medie mobili: una a 12 periodi e una a 26 periodi, dalla differenza delle due si genera così la linea di MACD o Fast line.

Essa origina così dalla differenza da una media a lungo periodo con una a breve.

La terza media mobile è quella a 9 periodi ottenuta calcolo precedente.

Quest’ultima generala la Signal line o Linea di segnale.

Infine a concludere la composizione del MACD abbiamo un istogramma, aggiunto nel

1986 da Thomas Aspray per individuare meglio i crossover dei MACD.

L’istogramma si ottiene dal valore MACD dalla linea di segnale.

Le due linee oscillano e si intersecano quasi continuamente, si parla così di cross over.

Gli incroci danno così origine ad un ultimo elemento del MACD, la central line, che è poi la linea su cui si costruisce l’istogramma.

La central line è poi di fatto la linea su cui arrivano i nostri segnali e che solitamente tende a zero.

Di solito quando la media mobile a breve termine supera quella di lungo allora è possibile che il prezzo ha iniziato la sua corsa al rialzo.

Se scende sotto la media a lungo termine che il titolo sta perdendo potenza e dunque o entra in ribasso o bisogna stare attenti.

Come interpretare l’indicatore MACD

Questo indicatore si può interpretare leggendo gli incroci tra le tre diverse linee.

In particolare tra la signal line e la MACD line e poi tra la central line e la MACD line.

Quando la MACD line taglia al rialzo la signal line allora abbiamo un potenziale segnale rialzista.

All’opposto nel caso la MACD scende o taglia al ribasso la signal line allora il segnale indica un potenziale trend di ribasso.

Macd-grafico.trend-line-istogramma-ioinvesto

Infine si può invece, in base alla vostra strategia, decidere di leggere l’incrocio tra la MACD e la central line.

Ugualmente se la MACD line scende sotto la central line abbiamo un potenziale ribasso, se va sopra un potenziale rialzo dei prezzi del titolo.

Come potete vedere dal grafico nel momentum ribassista l’istogramma riporta tutti valori sotto lo zero, nel momentum rialzista sopra lo zero.

macd

Convergenza e divergenza

Generalmente i segnali principali su come operare si hanno nei casi dei crossover tra le medie. 

L’incrocio al rialzo indica che sta iniziando un trend rialzista e che dunque possiamo acquistare e viceversa con i ribassi.

Ma cosa succede se incrocia lo zero?

Quando la MACD incrocia lo zero allora significa che sta cambiando segno e che qualcosa sui mercati è in arrivo.

Molto meno comune come segnale, ma che comunque è da non sottovalutare.

Ma se C sta per convergenza, i cross over tra le medie, quando si ha la D ossia la divergenza?

La divergenza si presenta quando tra andamento del prezzo del titolo e MACD non c’è coincidenza e dunque i due valori non corrispondono quando l’andamento del MACD e quello del prezzo non corrispondono.

In questo caso potreste pensare che il grafico non funziona o fornisce segnali sfasati, ma in realtà è proprio questo.

Succede infatti che il prezzo magari segna un nuovo minimo, ma il MACD non lo segnala.

Una divergenza rialzista si ottiene se il prezzo raggiunge una serie di minimi decrescenti, ma il MACD segna una successione di minimi crescenti.

Al contrario la divergenza ribassista si presenta se il titolo porta a casa una serie di massimi crescenti ma il MACD segnala una serie di minimi decrescenti. 

divergenza macd

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Come usarlo

In questo caso molto dipende in realtà dal tipo di strategia che state utilizzando e dal timeframe del vostro trading.

Infatti come indicatore viene utilizzato tanto da chi fa trading su più lungo termine quanto anche da chi usa strategie più aggressive e può permettersi di fare scalping.

Certo come tutti gli indicatori e ancor più perché in realtà si adatta meglio come indicatore di momentum anche questo non è infallibile.

I falsi segnali purtroppo sono sempre in agguato quindi è meglio abbinarlo ad altri indicatori per ottenere ulteriori conferme come le bande di bollinger o l’RSI.

E voi preferite l’incrocio con la signal o con la central line?

Fatemi sapere come lo utilizzate qui nei commenti.

Alessandro Moretti

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