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L’impatto del Coronavirus sui principali indici

Purtroppo il Coronavirus continua quasi invincibile la sua corsa e mostra i suoi drammatici effetti con unn forte impatto su i principali indici azionari del mondo.

La maggior parte degli indici ha perso il 20% come minimo e non sembra che la corsa si arresti.

Ma gli eventi chiave specifici che impatto hanno avuto sugli indici azionari dei diversi stati?

Ci sono alcuni eventi più determinanti di altri e che hanno segnato il crollo degli indici per il coronavirus?

Gli indici azionari USA a picco

Sebbene l’inizio dell’anno non mostrava particolari agitazioni la veloce diffusione del virus ha portato allo scenario negativo che oggi viviamo.

Finchè rimaneva confinato in Cina c’era incertezza, ma ancora orsi e tori si contendevano equilibratamente il dominio sugli indici.

Possiamo leggere dall’immagine in basso come la diffusione nel mondo del virus contagi i principali indici azionari.

Nel caso degli USA la prima forte correzione si determina il 29 febbraio.

Tale data in USA corrisponde con il primo decesso per il Coronavirus nel Paese, che porta poi la Fed a rispondere e dare un po’ di fiato ai mercati, ma dura per poco tempo.

La rottura della soglia dei 100.000 casi nel mondo segna l’inizio della caduta.

La chiusura, il lockdown, del nostro Paese conferma che ormai è meglio correre ai ripari.

Si tocca un nuovo grave picco negativo.

Le contrattazioni vengono addirittura sospese.

Gli orsi prendono incontrastati il potere mentre il panico dilaga, fuori e dentro.

I mercati azionari statunitensi lo abbiamo vissuto in prima persona iniziano a vivere di volatilità e a sperimentare turbolenze significative, le maggiori dalla Grande Recessione.

L’11 marzo, data che farà pensare come sempre a qualche mira complottistica e darà da fare ai numerologi viene proclamata la pandemia.

Tutto diventa rosso.

La speranza sembra lasciare i mercati e i ribassi e il pessimismo sono l’unica cosa insieme al virus che si respira a Wall Street: il NYSE segna un -31,23%.

andamento indici mondiali coronavirus

Gli indici azionari europei: il grande crollo

Il track record per i mercati europei è simile agli Stati Uniti.

Il coronavirus non ha avuto alcun impatto per tutto il mese di gennaio e la prima metà di febbraio.

Solo una piccola correzione quando si conta il primo decesso fuori dalla Cina.

La minaccia sembrava e si pensava ancora controllabile.

Anche qui la prima crepa si verifica con la prima vittima americana, sebbene la crepa è molto più ridotta rispetto agli indici USA.

Quando poi il 9 marzo Conte annuncia la chiusura del Paese le borse crollano: la nostra e anche l’Europa.

La minaccia è ormai un pesante attacco.

Per tutti gli indici considerati nell’analisi: FTSE – DAX – STOXX – IBEX si registrano le 10 maggiori cadute giornaliere da inizio anno e che non si vedevano da molto tempo.

Il declino è costante.

Anche lo stesso annuncio della pandemia pesa meno rispetto all’impatto che ha sugli USA poichè il ribasso è oramai confermato.

L’Europa comincia a bloccarsi e le stesse politiche europee si dimostrano in gran parte insufficiente nel rassicurare i mercati.

La strada per la ripresa e la cura è lunga, ma ce la faremo e lo possiamo vedere analizzando l’andamento degli indici asiatici.

indici europei coronavirus

L’impatto del Coronavirus sugli indici azionari asiatici

L’andamento dei mercati asiatici è ben diverso da quanto abbiamo appena visto per l’Europa e per gli USA.

Questi indici hanno cominciato a calare molto prima che in Europa o negli Stati Uniti comprendendo fin da subito la minaccia.

In oriente, infatti, le borse hanno cominciato fin da inizio anno a mostrare incertezze.

Il primo picco negativo si verifica il 23 gennaio, in anticipo rispetto agli altri indici mondiali, quando il governo cinese annulla le celebrazioni per il capodanno lunare.

Per quel periodo forse le contrazioni non appaiono perchè come evidenzia la linea tratteggiata le negoziazioni sono state addirittura chiuse.

La Borsa di Shanghai ha recentemente chiuso in calo di solo l’8,55% da inizio anno.

In breve, ed è qui il paradosso, i mercati più vicini all’epicentro del virus non hanno reagito in modo così grave come da noi.

Tuttavia, il calo e il trend di ribasso è confermato anche per questi indici.

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La contrazione è globale

Come possiamo dedurre da questa breve visione la contrazione ed il calo c’è stato per tutti gli indici rispetto anche all’andamento che avevano nel 2019.

Il coronavirus tra blocchi forzati, voluti o non, ha causato e sta causando l’arresto dell’andamento dell’economia mondiale e portando a deprimere la domanda.

Eppure questo arresto, come dimostra la Cina, è forse l’unico modo per venirne fuori e limitare danni e contagi e rendere sostenibile la produzione finchè non arriva un vaccino o una cura efficace.

Naturalmente, il coronavirus non è l’unica grande causa internazionale che ha avuto impatto sui i valori degli indici.

Nel frattempo infatti la Russia e l’Arabia Saudita hanno intrapreso una grande guerra sui prezzi del petrolio portando a forti ribassi dei prezzi della commodity.

Presto oltre che con il coronavirus ci sarà anche la scadenza del taglio alla produzione deciso dall’OPEC.

Lo scenario è quindi ancora tutt’altro che sereno.

La classifica sul crollo degli indici azionari per il Coronavirus

L’analisi dell’impatto del coronavirus è stata condotta raccogliendo le variazioni percentuali giornaliere per ciascun indice del mercato azionario presente accompagnandolo con gli eventi più critici nella diffusione del covid-19 definito dalla CNN e dall’OMS.

Secondo voi, continueranno ad esserci ulteriori ribassi e crolli?

Fatemi sapere cosa ne pensate dei futuri sviluppi qui nei commenti.

Trasformati in un vero trader con il percorso da 0 a finalmente Trader, senza commettere quei terribili (e costosi!) errori che io stesso ho commesso 10 anni fa!

Alessandro Moretti

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