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Day Trading, regole e capitale necessario

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Ben ritrovati ragazzi e ragazze aspiranti trader.

Continuiamo il nostro viaggio nel mondo del Day trading e oggi lo faremo andando a trattare alcune regole di fondamentale importanza.

Conoscere il campo di battaglia è una prerogativa alla quale non possiamo rinunciare.

Regole come la PDT rule, capitale necessario per il daytrading, vincoli nell’operatività short o livelli chiave oltre i quali i titoli sono soggetti a determinate restrizioni, sono informazioni che possono darti quello slancio in più verso un operatività profittevole.

Come sempre allacciate le cinture di sicurezza, il viaggio nel mondo del daytrading offre emozioni non adatte ai deboli di cuore 😉

Partiamo subito con qualcosa di più tecnico, uno dei classici dubbi che vengono del Day Trading, ne approfondiremo almeno tre nei prossimi passaggi, mettiti comodo e seguimi!!

Cos’è un conto margine?

Se stai aprendo un conto presso un broker, soprattutto nel caso di broker seri e americani, ti sarai imbattuto nella domanda “Cash account o Margin account”.

Non ti preoccupare non c’è niente di complicato o oscuro, nel dettaglio oggi vedremo il conto margine o margin account, che è quello leggermente più complesso e che può creare maggiore confusione.

Cosa significa conto margine? Che differenza ha dal tradizionale cash?

Per spiegare cosa significa conto margine, partiamo dal conto cash che è estremamente semplice e intuitivo.

Dalla stessa parola cash, denaro, deriva il tipo di conto.

Questo prevede semplicemente che i soldi che il cliente versa sono i medesimi che ha a disposizione per operare.

Ad esempio, verso 5000 dollari su un conto cash, avrò a disposizione 5000 dollari per comprare le mie azioni.

Niente di più semplice, ciò che verso, posso utilizzare.

E qui i meno avvezzi al trading si domanderanno, “Quindi cosa c’è di strano?”.

Per il conto margin la situazione cambia.

Vediamo come.

Cosa succede con il conto margine?

Per spiegarlo nella maniera più semplice, partiamo da una parola italiana, che usiamo tutti i giorni e che rende più facile tutto, “Prestito”.

Nel conto margine, qualcuno ci fa un prestito.

Ma come funziona praticamente e chi ci fa questo prestito?

Perché ovviamente se stiamo comparando margine con prestito, sappiamo che ogni volta che qualcuno presta soldi a qualcun altro, abbiamo un creditore e un debitore…

Quindi nel caso del trading, assunto che noi proprietari del conto siamo i debitori, chi è il creditore?

Lo hai già capito vero?

Esatto, proprio il broker.

Per molti di voi suonerà strano perché magari associano la parola prestito alla banca o a una finanziaria. 

In questo caso è il vostro broker a fare da banca, concedendovi un prestito per tradare.

Ma a cosa serve?

Serve ad operare con maggior capitale e quindi ad amplificare il vostro potere d’acquisto.

Vediamo meglio questo passaggio

Perché dovrei aprire un conto margine? Che vantaggi ho?

Per spiegare il perché dovrei aprire un conto margine, dobbiamo introdurre un altro concetto, quello di “leva finanziaria”. 

La maggior parte dei trader apre un conto margine soprattutto perché trae beneficio dal farsi dare dal broker “margine” o “leva”.

Ogni mercato, ogni broker fornisce leva diversa e condizioni diverse, ma rimanendo nel campo del day trading su azionario americano, la maggior parte dei broker offre per i margin account leva dal 4x al 6x.

Questo vuol dire che avendo a disposizione 5000 dollari di capitale posso arrivare ad avere un “potere di acquisto” di 30.000 dollari, o per farla in parole semplici posso comprare fino a 30.000 dollari di controvalore pur avendone 5000. 

Questo non vuol dire esporsi a un rischio più grande ma gestirlo in modo diverso ed è fondamentale nel day trading dove i movimenti che andiamo a prendere sono in termini assoluti molto più piccoli. 

Ipotizziamo di stare per entrare in un trade:

  • ho un profilo di rischio che implica di poter rischiare 50$ a trade
  • il titolo quota 100$
  • io ho un conto cash da 5000$ per cui posso acquistare massimo 50 azioni, (50azioni x 100$ = 5000$)
  • ipotizziamo di avere uno stop di 50 cent, quindi se il titolo scende a 99,50$ chiudiamo la nostra operazione in perdita. 

Facendo brevemente due semplici calcoli matematici ti rendi conto, che con il conto che abbiamo, con il setup che abbiamo, nella peggiore delle ipotesi andiamo a perdere 25 dollari, quindi meno di quanto ci concede il nostro profilo di rischio, ma anche i nostri potenziali profitti sono esattamente la metà di quanto pianificato. 

Quindi come risolvere il problema? 

Faccio ricorso all’uso della leva, comprerò 100 azioni, non esponendomi a un rischio più alto di quanto avevo previsto ma quello corretto, quindi rischierò 50 dollari

Un conto margine, in maniera automatica e immediata, mi permetterà di avere un potere d’acquisto maggiore, evitandomi così di limitare i miei trade al solo capitale disponibile.

Aprire un conto margine ha dei costi in più?

Se rimaniamo nell’ambito del day trading assolutamente no, i soldi che prendi in prestito dal broker prima della fine della giornata tornano al broker, per cui non dovrai pagare nessun costo extra.

Situazione diversa nel caso di un’operatività multiday, quindi un’operazione che rimane aperta per più sedute, in quel caso avremo dei tassi di interesse come un qualsiasi altro prestito che variano da broker a broker.

Andiamo alla prossima domanda che in tanti si pongono.

Vuoi fare profitti reali in modo semplificato e replicabile, evitando gli errori più comuni, con il Day Trading?

Cos’è la PDT rule e in che modo incide nel day trading?

Se ti stai affacciando al mondo del day trading sul mercato americano, devi assolutamente conoscere questa regola.

La PDT rule infatti, limita l’operatività nella stessa seduta per conti inferiori a una certa soglia, soglia che per un principiante può risultare invalicabile, ma non ti preoccupare una soluzione c’è, in realtà più di una, ma le altre risultano poco pratiche per motivi tecnici, questa invece è assolutamente attuabile e utilizzata da moltissimi dei nostri studenti.

Cos’è la PDT rule?

PDT è l’ acronimo di Pattern Day Trader.

La PDT rule è una regolamentazione stabilita nel 2001 dalla FINRA (Financial industry regulatory authority) e dalla SEC americana, per limitare l’operatività in intraday per conti con equity inferiori ai 25.000$.

Chiunque utilizzi un broker con sede negli Stati Uniti con un conto margine inferiore alla soglia stabilita può piazzare 3 trades massimo ogni 5 giorni (per trade viene considerata 1 apertura + 1 chiusura).

Facciamo un esempio:

Mario ha 5000$ sul conto presso un broker americano, acquista 100 azioni Apple lunedì alle 10:30, vende le stesse 100 azioni alle 12:00.

Mario ha eseguito un trade e ne potrà fare massimo altri 2 fino al lunedì successivo.

Ipotizzando che Mario faccia la medesima operazione martedì e mercoledì, Mario dovrà aspettare il lunedì successivo per fare una nuova operazione, pena il blocco del conto. 

Come posso fare per evitare questa limitazione?

Capisco perfettamente che 25.000$ non sono pochi, in particolare per un principiante, per cui ora ti dico come fare.

  • Tralasciando la possibilità di rimanere nei limiti della regola, cosa che se decidi di affrontare il day trading è impensabile dato che 3 trades a settimana sono inutili…
  • Tralasciando la possibilità di lavorare con conto cash e non margine, quindi senza utilizzare la leva per notevoli problemi tecnici…

Arriviamo alla soluzione, alcuni broker con sede americana per aggirare il problema e aprirsi ad un pubblico più vasto hanno aperto succursali nelle vicine Bahamas, aggirando in maniera completamente legale il problema.

Uno tra questi è Tradezero.

In ogni modo, quando sarai alle prese con la scelta del broker per il daytrading, ricordati di verificare se tale broker applica o meno la PDT rule!

Ti piace questo approfondimento? Ottimo, sappi che hai ancora molto da imparare quindi continuiamo!!

Cos’è una vendita allo scoperto e come farla?

Apro il mio conto di trading, compro 100 azioni dell’azienda ALB a 10$ perché ho fiducia nell’azienda e credo che il prezzo salirà.

Benissimo questo è il metodo più comune per operare, nel trading online come nel commercio in generale, compro un bene a un determinato prezzo per rivenderlo a un prezzo maggiore.

Nulla di più semplice, ma se ti dicessi che si può guadagnare anche con la discesa del prezzo?

L’avrai sentito più volte, vado short, vendo allo scoperto, vado corto…

Ma in molti, come è giusto che sia, non sanno realmente cosa vuol dire e spesso ignorano il meccanismo che c’è dietro.

Ora ci riferiamo al mercato azionario, in particolare intraday, ma lo stesso può essere applicato a tutti i mercati.

Come funziona lo short?

Andare short, vuol dire vendere un’azione che non si possiede e ottenere un profitto ricomprandola ad un prezzo più basso.

Molto probabilmente ora ti starai chiedendo come sia possibile vendere un’azione che in realtà non si possiede e ora te lo spiego.

Devi pensare che il broker ha centinaia di migliaia di clienti, ovviamente questo varia in base anche alla grandezza del broker, ognuno di questi clienti avrà degli strumenti finanziari (azioni) in portafoglio a scopo di investimento, quindi diciamo che sono fermi in portafoglio.

Quando un cliente A vuole andare short, il broker prende i titoli da un cliente B che li detiene regolarmente e li presta ad A, che andrà a venderli sul mercato.

Quando A vorrà chiudere l’operazione non dovrà fare altro che tornare sul mercato e comprare i titoli che verranno restituiti a B.

Tieni bene a mente che tutto ciò che ti sto illustrando ora, non lo vedrai fisicamente, ormai sono tutti processi ultra automatizzati ma così sarà più chiaro per te capire.

Tu avrai sempre i 2 classici pulsanti Buy o Sell, al resto ci pensa il broker.

Facciamo un esempio:

Ipotizziamo sempre che il nostro signor Mario abbia analizzato il titolo SNOW, lui ritiene che il prezzo attuale sia troppo alto ed essendo convinto di una discesa dei prezzi a breve, vuole guadagnare da questa discesa, a questo punto Mario chiama il suo broker e gli chiede di prestargli 100 azioni SNOW.

In pratica Mario ha cliccato semplicemente il pulsante Sell

Luigi, un altro cliente del broker, ha in portafoglio 600 azioni SNOW, per cui il broker prende 100 azioni da Luigi (che non si accorgerà di nulla, ma che ovviamente ha dato il consenso per fare ciò) e le da a Mario.

Mario a quel punto vende le 100 azioni SNOW, ipotizziamo a 100$.

Ora le strade sono due ed entrambe si concludono con la restituzione dei titoli al proprietario.

  1. Mario ricompra le azioni SNOW a 95$ riportando un profitto di 5$ dollari per azione per un totale di 500$ oppure…
  2. Mario ricompra le azioni SNOW a 105$ riportando una perdita di 5$ dollari per azione per un totale di 500$ di perdita.

Scopri “Day trading per principianti”, la soluzione tutto-in-1 per fare i primi profitti reali con il Day Trading

Come posso andare short?

Prima di tutto tieni a mente che andare short, è una pratica di trading già più avanzata e non è detto che sia più vantaggiosa, ci sono tantissimi trader che vanno solamente long riuscendo a portare a casa ottimi profitti.

Se comunque volessi provare, oramai quasi tutti i broker offrono la possibilità di andare al ribasso, basta verificare sul sito del broker stesso.

Bene, se sei arrivato fin qui hai già messo in tasca materiale davvero prezioso per il tuo day trading.

Ci sono tante piccole insidiose e inaspettate informazioni che devi assolutamente sapere prima di iniziare.

Continuiamo quindi questo percorso con 5 consigli indispensabili per diventare un day trader di successo.

1) Non smettere mai di studiare

Ti sembra scontato vero?

Ebbene no, e ti dimostro subito il perché.

Abbiamo detto che il trading è soprattutto pratica e psicologia ed è un percorso umano di crescita.

Come tale l’essere umano non smette mai di evolvere e non smettere mai di acquisire nuove informazioni, mantiene un’evoluzione sana nel tempo.

Nel trading è la stessa cosa anzi è proprio questo, la bellezza è scoprire che il segreto non è un segreto, ora scendiamo nel dettaglio.

Immagina di aver appreso o imparato una strategia operativa e di averla resa finalmente tua, ma come in tutti i momenti arrivano magari delle perdite e il setup non ti fa stare più tranquillo come prima.

Magari il mercato è cambiato oppure non è il tuo momento migliore, può succedere davvero di tutto.

Bene, qui ti viene in soccorso lo studio, se hai la formazione hai sempre una via d’uscita, tecnica oppure psicologica.

Sui mercati l’importante è sopravvivere e per sopravvivere devi studiare, non una, non due, ma infinite volte, devi sempre studiare ed è per questo che il trading affascina molto.

Lo studio crea nel trading nuove metodologie, nuovi dati, nuove statistiche e dà l’opportunità di conoscersi a fondo.

Potresti studiare una strategia di reversal per poi scoprirti un trend following.

Il trading è un percorso di creazione del proprio vestito e la formazione è il tuo negozio di tessuti!!

Devi sempre essere curioso, solo in questo modo potrai avere sempre un’uscita di sicurezza pronta in qualunque momento.

2) Non seguire rumors o fanta guru

Quante volte ti è capitato di fare un’operazione, magari long, e di leggere una frase sul tuo forum di fiducia del tipo:

Ragazzi io sono short tra poco crolla perché l’indicatore xy è alle stelle…

Tante volte lo so, probabilmente troppe.

Sono qui per dirti letteralmente di seguire sempre e solo il tuo piano di trading, osservare il mercato e le sue dinamiche e rispettare le tue idee iniziali e la gestione del rischio.

Ricordati che nello stesso titolo, nella stessa direzione, tanti possono perdere e altri possono guadagnare perché sono le proprie regole di strategia che fanno la differenza con la massa.

Evita quelle pubblicità di formazione finta, sotto forma di segnali operativi che fanno tanti broker, con il solo scopo di farti aprire un conto giocattolo per farti annusare il facile guadagno e spennarti.

Se sei in una trading room evita magari di farti influenzare dal tuo “compagno di banco” che potrebbe non essere formato o non sapere assolutamente nulla del trading o avere semplicemente una visione diversa del mercato.

Ricordati che mai nessuna visione è assolutamente sbagliata, perché il mercato è irrazionale e la certezza non può essere al 100%.

Infine, mi raccomando, evita di costruire un piano di trading su un’idea altrui, anche se può sembrarti simile l’operatività o più logica della tua sul momento, non è comunque un atteggiamento formativo che può portarti a migliorare.

3) Apri un conto demo

Dopo la formazione o verso la fine del percorso formativo aprire un conto demo è in assoluto il passaggio più importante da fare.

Ti permette di creare e consolidare la tua routine di trading e al tempo stesso non prenderti perdite ingenti che possono danneggiare psicologicamente il tuo percorso nel trading.

Devi trovare il tuo stile di trading, avere il tuo vestito da cerimonia che calza alla perfezione e ti fa sentire comunque tranquillo nella tua attività di trading.

Per aprire un conto demo non hai bisogno per forza di aprire un conto con un broker, ma vi sono semplici piattaforme a basso costo o addirittura gratuite che ti permettono di fare demo senza troppo impegno.

Ricordati che ciò che pagherai all’inizio della carriera in termini di commissioni o abbonamenti non sono soldi buttati, ma sono l’investimento per la tua attività di stampo imprenditoriale.

Nel trading sei l’imprenditore di te stesso e come tale devi investire, crederci e assumerti i rischi, se fai bene sarai sicuramente ripagato e anche molto di più di quello che ti aspetti.

Il mercato non punisce, ridistribuisce

4) Tieni un diario di trading

Avrai sicuramente capito che tecnica ed emozioni nel trading non sono alla pari o meglio: la tecnica pesa al 20% e la psicologia all’80% e tieniti forte…le emozioni non si possono eliminare!!

Si possono controllare?

Si possono soltanto monitorare attraverso la matematica, la matematica nel trading si traduce nel tenere sotto controllo accuratezza e rapporto rischio rendimento.

Questi sono i principali dati che si possono monitorare tramite un semplice diario di trading.

Ve ne sono di diversi tipi, dal più semplice come può essere un foglio excel ai più complessi ed elaborati che possono restituire davvero un’ottima esperienza di monitoraggio statistico.

Nei nostri percorsi formativi questa è una parte assolutamente essenziale su cui diamo supporto.

Ora finalmente avrai capito quel è il collegamento tra il trading e la psicologia: la statistica.

Accettare una perdita deve diventare l’accettazione di una parte della statistica, un sistema per essere vincente deve innanzitutto saper contenere le perdite.

Questo deve fare il trader, assumersi i rischi per ottenere opportunità, ma sapersi proteggere con la statistica quando il mercato non è dalla nostra parte, accettandola come componente imprescindibile del percorso.

Vuoi fare profitti reali in modo semplificato e replicabile, evitando gli errori più comuni, con il Day Trading?

5) Stai con una community

Agli inizi dello studio o della carriera nel day trading è importante avere una community, ma non una community qualunque! 

Vediamo alcuni motivi per cui è fondamentale avere una community agli inizi del day trading:

  • Condividere le statistiche
  • Condividere gli stati d’animo
  • Condividere eventuali approcci strategici

Condividere…ecco il segreto, condividere i primi stati d’animo e il proprio trading aiuta a sviluppare un senso di normalità all’interno dei sentimenti che impattano profondamente nel day trading.

Immagina che sia il tuo primo mese di trading e sei in profitto, lo dici alla community, tu sei euforico e gli altri traders magari più esperti o poco più avanti ti fanno capire che è normale e devi in un certo senso “volare basso” e rimanere umile e impassibile.

Oppure la situazione inversa, magari perdi e vuoi mollare tutto, ma non lo fai perché ti piace e alla fine è il trading che ha scelto te e non puoi mollare tutto al primo ostacolo, gli altri traders qui ti saranno davvero d’aiuto perché avranno sempre qualche idea o qualche soluzione da condividere.

Condividere le statistiche e confrontarsi parlando di dati e non di guadagni o perdite è una delle prime fasi importanti da capire nel day trading e la community di traders formati o con più esperienza di te è di grande aiuto.

Gli stati d’animo vanno condivisi per buttare fuori la negatività, magari di una perdita, o scaricare l’euforia di un guadagno e depurarsi l’anima dalle emozioni che poi tolgono lucidità sul mercato.

Se la tua strategia di trading ha bisogno di una revisionata o di un check, magari dal punto di vista della gestione del rischio oppure del tipo di ordine in ingresso, anche in questo caso la community ti può dare ottimi spunti di riflessione e crescita.

Ovviamente stai attento a quale community scegli, cerca una community con i senior traders certificati con risultati di trading visibili che spiegano ciò che fanno, come lo fanno e perché lo fanno.

Ritrovarsi in una community dove c’è di tutto e il primo improvvisato trader che si ritrova in gain la fa da padrone può rovinarti in un attimo!

Tieni bene a mente questi 5 consigli indispensabili per diventare un day trader di successo, io te li raccomando caldamente tutti perché ti aiutano a superare in maniera semplice tutte le tappe del trading.

Spero di averti aiutato e tolto qualche dubbio nel tuo percorso verso il daytrading.

Lasciami pure un commento se preferisci

Presto tornerò a trattare altri temi caldi del day trading

A presto

Matteo Cacciarelli

Trading per principianti

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