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Tassazione dividendi

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Tassazione dividendi come funziona?

Quale aliquota viene imposta sui vostri cospicui rendimenti?

Quando vi dico che la formazione vi ripaga dovete darmi retta…

Tenere conto del trattamento fiscale dividendi è un buon modo anche per valutare la convenienza o meno di investire su uno o più titoli.

Tassazione dividendi

La tassazione dividendi prevede una ritenuta secca sul dividendo percepito pari al 26%.

Ciò determina che su un dividendo di 200€ l’aliquota al 26% taglia il vostro rendimento di 52€ e perciò il vostro rendimento netto sarà di 148€.

Si opera il principio di cassa, ciò comporta che vale solo l’effettivo percepimento del dividendo.

Non dovrete comunicare nulla perchè è la società che applica e versa la trattenuta.

Come sempre questa è l’aliquota per le persone fisiche, altro discorso nel caso in cui operiate in regime d’impresa.

Dal 2018 sono queste le basi imponibili ed il trattamento fiscale dividendi operato dallo Stato.

Per le società di capitali la base imponibile della tasazione è il 5% con esenzione del 95%.

Mentre per le società di persone fisiche, ma operanti in regime d’impresa il trattamento fiscale dividendi comporta la tassazione progressiva Irpef conteggiata su un imponibile del 58,14%.

Proprio su questa base, il 58,14%, escludendo il 41,86%, lo Stato applica poi l’IRPEF secondo le aliquote ordinarie a seconda del vostro reddito.

Tale aumento al 58% è dovuto ad una riduzione negli anni dell’IRES, diminuendo l’IRES aumenta la quota di rilevanza.

I redditi da dividendi sono redditi da capitale e non vanno confusi con il capital gain, sebbene il trattamento fiscale dividendi e capital gain abbiano uguale aliquota.

Al contrario, il provento realizzato in capital gain rientra tra i redditi diversi, art.67 del TUIR.

Mentre per le imprese esso rientra tra i redditi d’impresa. Gli articoli sono l’86 e 87 del TUIR.

La base imponibile corrisponde alla differenza tra il prezzo di vendita e il costo fiscale dello strumento.

Per conoscere meglio cosa si intende invece con capital gain: Tassazione sul Capital Gain: come funziona?

Il trattamento fiscale dividendi: le modifiche normative

Con la legge del 2018 la 205 del 2017, lo Stato ha apportato alcune modifiche parificando il trattamento relativo alle partecipazioni qualificate e quelle non qualificate.

Quando acquistiamo un’azione, come detto, diventiamo soci di quell’azienda.

La partecipazione qualificata e non qualificata si differenziano in base a due elementi.

Il primo nella percentuale di capitale posseduta e la seconda nel tipo di diritto di voto che tale partecipazione consente nell’assemblea dei soci.

La distinzione del tipo di partecipazione dipende perciò da tali due elementi, e anche al caso in cui si sia soci di società quotata o non quotata in borsa.

Il diritto societario distingueva la tassazione in partecipazione qualificata e non.

Con la nuova legge del 2018 la distinzione tassazione partecipazione qualificata e non qualifata non ha più valore poiché, come detto, il regime è stato unificato. tassazione dividendi

Mentre continua a valere la locazione dei dividendi.

A seconda di dove vengono percepiti i dividendi, viene applicata una doppia tassazione.

Questo poichè il fisco cerca di disincentivare la percezione di dividendi di società che producono utili in Stati a fiscalità privilegiata.

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Tassazione dividendi di società estere

Nel caso in cui i dividendi derivino dalla partecipazione in società estere e si operi come persona fisica potrebbero essere soggetti ad una doppia tassazione.

A fare da guida è l’art.44 del DPR 917/86.

Nulla cambia nella considerazione della tipologia di reddito che rimane da capitale, si indica come utile di capitale il provento che deriva da partecipazione al capitale o patrimonio di una società non residente o se il soggetto straniero non porta in deduzione la remunerazione da dividendo.

Nel caso di dividendi esteri si potrebbe essere soggetti ad una doppia tassazione.

Come mai?

Si parla in questo caso di with holding tax, molti paesi prevedono una trattenuta fiscale dividendi in uscita.

Ci sono alcune eccezioni, in particolare per quei casi dove sono previsti particolari accordi con l’Italia.

In sostanza è possibile che, di fronte ad alcune partecipazioni, si veda perciò ridotto il proprio guadagno anche del 26% della tipica tassazione dividendi.

Ma a questo si deve aggiugnere, in realtà sottrarre, una tassazione alla fonte determinata dalla ritenuta fiscale in uscita sui dividendi applicata dalla specifica nazione o di una specifica norma convenzionale.

La base imponibile della tassazione dividendo rimane legata a quanto imposto dall’articolo 59 del DPR su citato.

Si può avere una semplice ritenuta a titolo di imposta del 26%, se al momento dell’incasso interviene un intermediario residente si parla di netto frontiera.

Questo modo può essere usato per ridurre la doppia imposizione.

Al contrario, si avrà applicata un’imposta sostitutiva se non c’è un intermediario residente a fare da tramite.

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Trattamento fiscale dei dividendi azioni USA

Ad esempio, se avete percepito 200€ dal vostro investimento in azioni USA, vedrete applicato prima il 10% che è la ritenuta in uscita applicata dagli USA e definita dal regime contro le doppie imposizioni.

Se voi avete un intermediario italiano varia la tassazione dividendi?

Sì, di poco ma cambia.

Nel caso in cui abbiate un intermediario residente in Italia, sui 180€ di dividendo, tolto infatti il 10% trattenuto dagli USA, applicherete l’aliquota fiscale del 26%.

Al netto della tassazione avrete una tassa di 46,8 €.

Se non avete alcun intermediario residente, ricordatevi di inserire l’importo nel quadro RM della dichiarazione, l’aliquota verrà applicata sul lordo e corrisponde a circa 52€

In alcuni casi le convenzioni contro le doppie imposizioni non vengono rispettate, se notate alcune imposizioni non corrispondenti a quanto disposto dalla legge rivolgetevi all’Agenzia delle Entrate che vi aiuterà ad esempio con il modulo tax claim a chiedere il rimborso di quanto indebitamente pagato.

Alessandro Moretti

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